A Cattolica "Monologo in Briciole" da Cesare Zavattini, drammaturgia, interpretazione e regia di Vittorio Franceschi
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MONOLOGO IN BRICIOLE, in programma Mercoledì 19 novembre 2025 ore 21.00, Salone Snaporaz di Cattolica per kla stagione 2025/26 del Teatro della Regina, riunisce brani narrativi e poetici, pensieri, pagine di diario, raccontini surreali e annotazioni malinconiche, tratti dall’opera smisurata, magmatica, irregolare, provocatoria e tenera di Cesare Zavattini, scelti e riuniti, anzi, fusi insieme, dall’interpretazione di Vittorio Franceschi. Il “pianeta Zavattini” cala così in uno spazio a lui congeniale: il palcoscenico.
Il ‘pianeta Zavattini’ si configura come un diario di viaggio lucido e coerente che racconta l’essere umano, protagonista positivo dell’avventura affascinante e misteriosa, dolorosa e dolcissima, della vita.

La produzione di questo grandissimo artista, apparentemente frammentaria, è in realtà il “diario di viaggio” lucido e coerente di un trasgressore, di un poeta sottile (e civile) che ci costringe a riflettere e talvolta ad aver paura di noi stessi. Uomini e donne, vecchi e bambini, un cagnolino scomparso, una mosca impigliata in una tela di ragno (come noi?), Dio, la luna, il Tempo, un ritmo: pan parapan pan pan… si, anche frammenti, briciole… al centro del suo raccontare c’è l’uomo, sempre visto come protagonista positivo dell’avventura affascinante e misteriosa, dolorosa e dolcissima, della vita.
La “bassa” è il paesaggio in cui egli nasce e cresce, e al quale spesso ritorna per scrivere alcuni dei passaggi più forti e struggenti.
E allora la fantasia si può liberare e lasciar piovere da un cielo limpido, insieme alle stelle cadenti, doni di giocosità surreale e di comicità leggera filtrata sempre dalla gentilezza e da uno stupore antico, che colloca lo Zavattini narratore e poeta fra i classici del ‘900.
Gli echi alla ‘bassa’, paesaggio d’origine che ha ispirato alcuni dei passaggi più forti e struggenti, la giocosità surreale e la comicità leggera, filtrata dalla gentilezza e da uno stupore antico, traducono l’unicità dello Zavattini narratore e poeta, collocandolo fra i grandi classici del ‘900.
VITTORIO FRANCESCHI
Classe 1936, Franceschi ha attraversato quasi settant’anni di vita teatrale. Il suo percorso è iniziato nel teatro-cabaret negli anni ’60 con spettacoli come “Come siam bravi quaggiù” e “Resta così o sistema solare”, scritti con Sandro Bajini e portati in scena in storici teatri di Milano, Bologna, Genova e Trieste.
Successivamente ha collaborato con il Teatro Stabile di Trieste, dove ha esordito come drammaturgo con “Pinocchio minore – favola perbene con burattini di carne” e “Gorizia – documentario per il teatro sulla prima Guerra Mondiale”. Nel Sessantotto si è stabilito a Milano e ha co-fondato l’Associazione Nuova Scena insieme a Dario Fo, dando vita a un movimento teatrale alternativo che ha anticipato la decentralizzazione del teatro in Italia. Nel 1972 trasferisce la sede dell’associazione a Bologna, trasformandola in una cooperativa e restandone alla guida fino al 1980.
Rilevante anche la sua esperienza come docente di recitazione presso la scuola di Teatro di Bologna, fondata da sua moglie, Alessandra Galante Garrone, nel 1976.
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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