Arte e Cultura
Alla Galleria Santa Croce di Cattolica, VIAGGIO in ARMENIA di Osip Mandel'štam, nella riduzione e adattamento di Silvio Castiglioni e Giovanni Guerrieri e nell'interpretazione di Silvio Castiglioni
Osip Ėmil'evič Mandel'štam, nato a Varsavia nel 1891, prosatore e saggista, esponente di spicco dell'acmenismo, vittima delle grandi purghe staliniane, riscoperto oggi con il suo "Viaggio in Armenia" alla Galleria Santa Croce di Cattolica (fino a Giovedì 20 marzo 2025, ore 21), nella riduzione e adattamento di Silvio Castiglioni e Giovanni Guerrieri e nell'interpretazione di Silvio Castiglioni che parte, nella sua appassionata visione, dall'anno 1033, tre anni dopo la scrittura del saggio nelle cui pagine "si cela una scrittura che si fa grafico di una costante diserzione”.
Il carattere politico di un testo che è una sfida al nuovo potere con la quale Osip Mandel’štam "si consegna definitivamente nelle mani dei suoi carnefici, portando così a compimento il suo destino".
Una segreta riflessione sul tempo, sulla memoria e sulla morte, Viaggio in Armenia è una straordinaria metafora di resistenza e di vitalità. Opera di un artista senza biografia, che si dichiarava ostile a tutto ciò che è personale, Viaggio in Armenia, più di ogni racconto epico-biografico, si è imposto come il materiale ideale per tratteggiare il ritratto del “più grande poeta in lingua russa del Novecento, sottratto alla conoscenza dei suoi contemporanei”, secondo Pier Paolo Pasolini.
L'appassionata visione di Castiglioni fa anche emergere il fatto che Osip mantenne sempre intatta la sua dignità e i versi su Stalin del 1933, non scritti, ma trasmessi oralmente di bocca in bocca, costituiscono in tutte le letterature un atto di coraggio:
“Viviamo senza più fiutare sotto di noi il paese
a dieci passi le nostre voci sono già bell’e sperse
e dovunque ci sia spazio per una conversazioncina
eccoli ad evocarti il montanaro del Cremlino.
Le sue tozze dita come vermi sono grosse
E sono le sue parole come i pesi di un ginnasta.
Se la ridono i suoi occhiacci da blatta.
E i suoi gambali schioccano neri lampi.
Ha intorno una marmaglia di gerarchi dal collo sottile
I servigi di mezzi uomini lo mandano in visibilio
Chi zirla, chi miagola, chi fa il piagnucolone
Lui, lui solo picchia e rifila spintoni..
E infine, con la Suonata per Piano di Alfred Cortot in sottofondo,
Per l’artista è indegno, leggero, noioso credere in modo fideistico alle cose dell’arte. La più alta aspirazione del poeta è esistere; non vuole altro paradiso fuori del vivere… Col mondo del potere non ho avuto che vincoli puerili.
(Osip Mandel’štam)
VIAGGIO IN ARMENIA
Silvio Castiglioni
liberamente tratto dal libro di Osip Mandel’stam, Adelphi edizioni, a cura di Serena Vitale
riduzione e adattamento Silvio Castiglioni e Giovanni Guerrieri
interprete Silvio Castiglioni
oggetti, scene e costumi Giulia Gallo
immagini Patrizio Esposito
regia Giovanni Guerrieri
una coproduzione Celesterosa / I Sacchi di Sabbia, per il festival Le Parole di Hurbinek 2025
col sostegno di Mic, Regione Toscana, Regione Emilia-Romagna
in collaborazione con Armunia e Comune di Cattolica