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AUTOMOTORETRÒ

Grande successo per la 36.esima edizione di questa mostra che mette in mostra pezzi pregiati, rarità e autentiche leggende automobilistiche e motocicliste.
Torino, (informazione.news - comunicati stampa - trasporti)

Automotoretrò è un’istituzione per gli appassionati di motori su due e quattro ruote: arrivata alla 36° edizione questa mostra ha messo in mostra pezzi pregiati, rarità e autentiche leggende automobilistiche e motocicliste.
La fiera che si è tenuta al “Lingotto Fiere” di Torino, ha ospitato più di 67.000 mila visitatori, 700 espositori, tra cui era possibile notare pannelli espositivi e più di 300 piloti all’insegna di un evento imperdibile per tutti gli appassionati di motori.

Tante le vetture d’epoca in mostra tra cui la leggendaria Land Rover Oxford SNX891, che per chi non sapesse la storia di questa macchina storica, gli faremo un piccolo riassunto. Siamo catapultati nel 1955 e troviamo in un bar 6 studenti universitari di Oxford e Cambridge che mettono in atto una scommessa: un’impresa titanica ovvero la più lunga attraversata intercontinentale mai realizzata in automobile.

In questo viaggio epico le protagoniste sono le due Land Rover “Serie I” di due colori diversi, quella bianca di Cambridge e quella blu di Oxford. Questa epopea iniziò il 1 settembre del 1955 da Hyde Park e i nostri 6 eroi attraversarono diciottomila chilometri e innumerevoli paesi quali Francia, Germania, Austria, Jugoslavia, Grecia, Turchia, Siria, Iran, Afghanistan, Pakistan, India, Nepal, Birmania, Thailandia e Malesia. Durante questo viaggio le due vetture hanno sopportato un’infinità di terreni, climi e temperature diverse ma nonostante tutto riuscirono nella loro impresa.

Finito il rally più lungo di sempre le due Land Rover furono rispedite in Inghilterra ma delle due vetture solo una è arrivata a noi poiché della “Blu” di Cambridge se ne persero le tracce; la sorte della macchina di Oxford fu diversa. Quest’ultima dopo essere tornata alla casa madre viene usata per una spedizione della British Ornithologist’s Union e una volta finita la missione viene venduta ad un ignoto che la userà per trasportare fusti d’acqua di un campeggio locale. Da quel momento in poi si perdono le tracce di quella mitica vettura fino a che nel 2016 il collezionista Adam Bennet non decide di mettere una “taglia” sulla stessa. Alla notizia di una ricompensa iniziano le ricerche e la vettura viene ritrovata: ovviamente non era in buone condizioni poiché nel tempo i pezzi del veicolo sono stati usati come parti di ricambio e per trovare i componenti del motore è stato necessario scavare nel terreno.

Una volta ritrovata, Adam Bennet la rimise a nuovo e gli fece passare anche la revisione della motorizzazione inglese e per questa leggendaria vettura iniziò una nuova vita fatta di esposizioni nelle più importanti fiere automobilistiche del mondo: fino ad arrivare a Torino, ai giorni nostri, in cui è stato possibile ammirarla in tutta la sua magnificenza. Tra i vari progetti dell’ultimo proprietario di questa iconica vettura ce n’è uno molto romantico: ricreare l’impresa compiuta nel 1955 ma all’inverso partendo dalla Malesia fino a tornare in Inghilterra andando a scrivere un nuovo capitolo di una splendida avventura iniziata più di 60 anni fa.

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