Arduini e Fabrizi brillano al Castello di Fondi: le stelle italiane, raccontano la storia della Maga Circe in uno spettacolo che ricorda i capolavori di Jules Verne.
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"Ulisse nell'occhio della Maga Circe, l'isola dove il mare cantava" , questo il titolo profondo e complesso della nuova messa in scena del giovane poliedrico artista
Kevin Arduini. Un titolo che quasi ricorda le straordinarie storie di
Jules Verne,sia nella presentazione del titolo che nel contenuto.
Infatti il nuovo sorprendente spettacolo di Kevin Arduini, della durata di poco più di un'ora, presenta un genere che si amalgama e definisce in un genere drammatico, fantascientifico con elementi possiamo dire thriller e orrorifici. L'elemento propulsore dello spettacolo è sempre la forte interpretazione dei protagonisti (questa volta sono 3) che riescono con la sbalorditiva energia artistica, a tenere viva la scena, a mantenere l'emozione sempre intatta e mai dispersibile.
Il giovane regista crea uno spettacolo passionale, incantatorio, sublime che non sembra uno spettacolo teatrale, ma dall' impostazione cinematografica:Luci, scene e scenografie prendono vita e sfondano la "quarta parete" che solitamente rimane ben salda negli spettacoli teatrali.
Ispirato al canto X dell'Odissea, Arduini ormai noto per il suo stile unico, che porta il suo estro e profonda libertà artistica a classificarlo tra gli artisti più geniali e brillanti nel panorama teatrale italiano, riesce ancora una volta a tenere lo spettatore incollato alla poltrona. Le sensazioni, le interpretazioni e la bellezza che trapela da tutto questo, riesce ad entrare nel cuore del pubblico che viene inondato da una sensazione di libertà e verità assoluta. D'altronde come affermava il grande Victor Hugo:
"Il Teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto la terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco". Questo abisso profondo di cuore umano rimane intatto in questa particolarissima piece , dove il mare con i suoi misteri inesplorati, abissi e meraviglie ancora sommerse, diventa la voce che riecheggia senza fine nello spettacolo: le onde di emozioni si tuffano prepotenti tra il pubblico. A tratti lo spaventano, lo travolgono, lo avvolgono profondamente e lo rigenerano,ma sempre con una tale forza, maestosità e bellezza immensa da non poter far altro che accogliere tale generosità artistica.
Protagonisti il soprano Lorella Fabrizi e Kevin Arduini stesso.

Circe è il soprano e attrice Lorella Fabrizi, già ammirata come protagonista nello spettacolo su Leonardo da Vinci, Il famoso colossal teatrale della compagnia. Fabrizi è distante, distaccata a tratti, come una dea irraggiungibile, ma la sua anima arriva dritta come una freccia al cuore, proprio attraverso la sua voce. Ulisse approda nella sua remota isola e da lì in poi la voce divina della dea, lo terrà prigioniero per diverso tempo. Conchiglie giganti che nascondono fumi incantatori, pozioni, serpenti e animali feroci, i colpi di scena sono sempre dietro l'angolo. L'isola nello spettacolo viene sentita come un occhio aperto sospeso nel mare, che sorveglia il cielo e i mari, un occhio chiuso ai sentimenti, un occhio di un cuore cieco dinanzi all'amore. Circe ammalia, è crudele, spietata, sublime. Ma è in grado di provare sentimenti verso gli uomini? Distrugge non costruisce, non riesce ad amare nemmeno se stessa, si sente come un mostro privo di sentimenti, tanto da essere confinata su una sperduta isola del Tirreno. Per il valoroso Ulisse, farà un'eccezione. Stregata dal cuore indomito e dalla sua bellezza,gradualmente inizierà ad aprire il suo cuore.
Non è certamente facile affiancare sulla scena un 'artista come Kevin Arduini,
dotato di una eccezionale esplosiva energia e presenza scenica , ma
Lorella Fabrizi, altrettanto dotata, riesce ad amalgamarsi all'energia esplosiva di Kevin, quasi a tratti placa e doma il suo fuoco, svelando parti più sfumate e delicate di se stessa e dello stesso Kevin.
I due artisti insieme, riescono a riempire la scena rendendola ricca e luminosa. La generosità artistica che concedono al pubblico, palpabile e genuina, brilla come una stella dalla luce stupefacente. Fabrizi si dimostra versatile, é in grado con la sua pacatezza e maturità, di entrare in ruoli complessi e fuori dal comune. Geniale l'idea di far parlare Ermes, il messaggero degli dei attraverso una statua che lo impersona da cui riecheggia la voce. Ulisse prima di raggiungere la libertà, dovrà superare man mano svariate e difficili prove tra cui la lotta con un leone, (la magnifica danzatrice
Camilla Madama), lo scontro con il temibile Basilisco, ma soprattutto dovrà passare attraverso il vero amore, custodito in un dipinto dalle tinte celestiali, che rappresenta proprio un occhio, da cui uscire per liberarsi o ritrovarsi. L'amore, forse sconosciuto ai due protagonisti, sarà proprio il file rouge dello spettacolo.
Uno spettacolo alla terza replica, che deve sicuramente crescere, ma il potenziale è eccezionale.
Un altro geniale spettacolo di Kevin Arduini. Prossima tappa 6 settembre Costiera Amalfitana,
Anfiteatro di Vietri sul mare, ore 21 :00
Ufficio Stampa
Chiara Genisio
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