Editoria e Media
Intervista esclusiva con Roby Zengaro
�️ INTERVISTA ESCLUSIVA | Roby Zengaro, il talent scout calabrese che porta i giovani sui grandi palchi
Da oltre 15 anni lavora dietro le quinte, ma i suoi occhi brillano ogni volta che scopre un talento. Roby Zengaro, produttore musicale calabrese, è una delle figure più appassionate e tenaci del panorama musicale emergente italiano. Con il cuore nel Sud e lo sguardo sempre puntato sul futuro, ci racconta cosa significa oggi fare musica, scoprire artisti e portarli al successo.
Roby, oltre 15 anni nel mondo della musica. Da dove nasce questa passione?
In realtà non ricordo un momento preciso in cui è iniziata. La musica per me è sempre stata un’urgenza. Un richiamo forte. Crescendo in Calabria, dove le opportunità non sono sempre facili da trovare, ho imparato a riconoscere il talento anche dove gli altri non guardano. E da lì è nato tutto: il desiderio di creare, di produrre, ma soprattutto di dare voce a chi ha qualcosa da dire.
Ti definisci un talent scout. Come riconosci un vero talento oggi?
Non basta saper cantare. Il talento vero è un mix di autenticità, lavoro, cuore e fame di esprimersi. Guardo l’attitudine, la capacità di emozionare, la voglia di crescere. Mi colpisce chi ha un’identità forte e non copia nessuno. Chi ha una voce dentro, anche prima di quella che esce dalla bocca.
Hai lanciato diversi artisti. Cosa serve davvero per avere successo nel mondo della musica oggi?
Oggi è più difficile di ieri. Non basta avere una bella voce o una bella canzone. Serve una strategia, serve costanza, serve saper comunicare. I social sono fondamentali, ma anche saperci stare senza snaturarsi. E soprattutto bisogna circondarsi delle persone giuste. La musica è una maratona, non uno sprint.
Com’è cambiata la musica in questi anni secondo te?
È cambiato tutto. La tecnologia ha abbattuto tante barriere: oggi puoi produrre un brano da casa e farlo ascoltare a milioni di persone. Ma allo stesso tempo, c’è una saturazione enorme. Tanta musica, ma poca che rimane. Il rischio è che si perda la profondità. Però io vedo anche nuove frontiere: contaminazioni, generi che si mescolano, artisti giovani che hanno una visione internazionale. È un momento complesso ma affascinante.
Qual è il tuo obiettivo oggi come produttore?
Portare in alto i ragazzi che valgono. Dare loro gli strumenti, i contatti, la visione giusta. Non voglio solo fare hit: voglio costruire carriere. Voglio vedere un giovane calabrese – o di qualsiasi parte d’Italia – salire su un palco importante e dire: “Ce l’ho fatta”. E sapere di aver creduto in lui o lei quando nessuno ancora ci credeva.
Hai un messaggio per i giovani che sognano di vivere di musica?
Studiate, formatevi, ma soprattutto siate voi stessi. Non rincorrete le mode, perché passano. Se avete qualcosa da dire, troverete il vostro pubblico. E non abbiate paura di fallire. Io credo che la musica premi chi ha coraggio e coerenza. E se c'è talento, prima o poi qualcuno vi noterà. Magari io.
Marco Ferrini
RMI ITALIA