BDC Meda: la scuola della Brianza che punta al design e al futuro internazionale
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La scuola di Meda, da un anno, infatti, è parte integrante del progetto BDC School e sta vivendo una trasformazione significativa: da storica scuola parrocchiale a realtà bilingue, proiettata verso un contesto internazionale e contemporaneo.
Attenta a preservare i valori fondanti di un’educazione centrata sulla persona, sulla comunità e sulla crescita armonica degli studenti, BDC Meda, step by step, si sta evolvendo per offrire nuovi strumenti capaci di preparare i bambini e i ragazzi ad affrontare le sfide del futuro, senza perdere il legame con le proprie radici. In quest’ottica, la direzione della scuola è ancora affidata a Chiara Iannantuoni, garanzia di continuità e attenzione alle esigenze degli studenti e delle famiglie.
Uno dei pilastri di BDC Meda è il potenziamento del bilinguismo, con l’inserimento progressivo di docenti madrelingua inglesi. Accanto a questo, un’offerta extrascolastica ampia e variegata che include sport, design, tecnologie avanzate e molto altro, pensata per valorizzare i talenti individuali in un contesto inclusivo e stimolante.
“Siamo felici di poter contribuire a mantenere viva una realtà storica in Brianza, in un’area fertile dal punto di vista industriale e creativo. Nei prossimi anni vogliamo impegnarci per rendere la scuola di Meda la scelta per le famiglie che cercano un’istruzione internazionale di altissima qualità”, ha dichiarato Marco Paschina, Managing Director di BDC School.
Un esempio concreto della nuova visione educativa è rappresentato dai numerosi progetti, tra i quali spicca quello presentato in occasione del Fuori Salone 2025, dove gli studenti delle classi prime, seconde e terze hanno ideato e disegnato 45 progetti di arredi scolastici ispirati al tema “un luogo in cui ti senti al sicuro”.

Ne sono nati oggetti sorprendenti come un pouf hamburger, un cubo delle emozioni e una sedia ispirata alla Notte stellata, interpretati poi da designer professionisti in modelli virtuali fotorealistici.
Il lavoro, che ha coinvolto tutto il team docente ed entusiasmato i ragazzi, è stato l’occasione per trasformare pensieri ed emozioni in idee concrete e “tridimensionali”. Le classi hanno lavorato in gruppo, imparando a ideare, progettare, modellare, ma anche ad ascoltarsi e a collaborare.
“Abbiamo voluto coinvolgere i ragazzi in un progetto che unisse creatività, identità locale e innovazione educativa”, ha spiegato César Mendoza, direttore generale di BDC Meda. “Ciascun elaborato è frutto di un lavoro collettivo che parte da un’emozione e diventa forma, oggetto, significato”.
Ma il lavoro non si ferma qui, Il passo successivo sarà quello di trasformare alcuni di questi lavori in prototipi reali entro la fine dell’anno scolastico, grazie al supporto di aziende del territorio.
Del resto, questo rientra esattamente nella missione delle scuole del network BDC: crescere talenti che faranno parte della nuova classe di imprenditori del domani, capaci di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando il made in italy.
Ufficio Stampa




