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A Inteatro Fest di Polverigi, nel Cortile di Villa Nappi, Nicolò Ausili, Marco Gabrielli e Francesco Santarelli della Compagnia dei Giovani di Marche Teatro al debutto con il primo studio di "FLAG – la trappola di Piero" di Francesco e Silio Bozzi

Una drammaturgia sperimentale, con l’uso di scenografie minimaliste, dove lo spazio reale diventa esso stesso parte della narrazione e non si chiude con l'evento, ma genera ricerca, cura ed impegno
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

A Inteatro Fest di Polverigi, nel Cortile di Villa Nappi, i giovani Nicolò Ausili, Marco Gabrielli e Francesco Santarelli, della Compagnia dei Giovani di Marche Teatro, al debutto con il primo studio di FLAG – la trappola di Piero, firmato da Francesco e Silio Bozzi.

FLAG, La trappola di Piero" è dedicata ad Andrea Camilleri, che scriveva:

" L’altra sera mi sono ricordato la Flagellazione di Piero della Francesca. Ho pensato all’ultima volta che l’ho vista, a Urbino, e l’ho rimessa insieme pezzo per pezzo. È stato meraviglioso” 

  In scena, appunto, pezzo per pezzo,  una indagine poliziesca, sospesa tra attesa e tensione: sul famoso dipinto La Flagellazione di Piero della Francescaoggi presso la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, intorno al quale per anni si sono si sono concentrati gli sforzi interpretativi degli studiosi impegnati a svelare il mistero relativo alla sua inconsueta composizione.

 L' episodio evangelico, infatti, è, stranamente, relegato sullo sfondo, con la presenza preminente, a destra, di tre personaggi in primo piano che stanno parlando fra loro e voltano le spalle al Cristo. 

L'opera di Piero riunisce, infatti, due scene distinte eppure connesse fra di loro: a destra i tre uomini sembrano colloquiare insieme, in una strada affiancata da edifici antichi e rinascimentali, mentre, a sinistra, Cristo legato alla colonna è flagellato al cospetto di Pilato, che osserva la scena seduto sul trono.

Questa pagina del Vangelo è ambientata sotto una loggia classica, sostenuta da colonne composite scanalate, coperta da un soffitto a cassettoni, e ispirata apertamente alla contemporanea architettura di Leon Battista Alberti, grande architetto del Rinascimento che di Piero era amico. 

Flag di Inteatro Fest è visto come una vera e propria indagine poliziesca, i cui protagonisti sono lo storico dell’arte e insospettabile criminale Massimo Brancusi e l’arguto detective Antonio Pizzuto.

 Questi, "alla fine di un lungo studiarsi e darsi la caccia, in una notte d’inverno urbinate si incontrano, anzi si scontrano, e vengono letteralmente inghiottiti dalla Flagellazione. E per uscire vivi da essa, i due protagonisti, imprigionati dalla gabbia di Piero, da acerrimi rivali, saranno costretti ad allearsi per risolvere l’enigma".

 La Flagellazione, dunque, viene vissuta sulla scena come una vera e propria scena del crimine, all’interno della quale minimi indizi sono in grado di rivelare il disegno iniziatico e misterico del dipinto che, in un vertiginoso alternarsi di colpi di scena, capovolgerà i canoni interpretativi accademici e ci conduce fino all’incredibile finale.

 Seguiamo lo spettacolo aiutati da un catalogo/vademecum delle immagini, ricco di particolari descrittivi dell'opera di Piero, compreso anche il dipinto "Il Redentore" del Carpaccio, al Museum of Art di New Orleans.

"Cristo Redentore benedicente" del Carpaccio e "La Flagellazione " di Piero sono infatrti  "pietre miliari" del Rinascimento italiano, entrambe famose per la loro rigorosa prospettiva e il profondo simbolismo teologico e politico.

Con questo primo studio di "Flag"  gli artisti della Compagnia dei Giovani di Marche Teatro, animati da un impegno forte e vissuto, ci offrono un lavoro di ricerca prezioso, da trasmettere in ogni luogo di cultura.

 In questo, accompagnano la scelta di Inteatro Fest 2026 verso una drammaturgia sperimentale, con l’uso di scenografie minimaliste,  dove lo spazio reale diventa esso stesso parte della narrazione e non si chiude con l'evento, ma genera ricerca, cura ed impegno. 

FLAG

La trappola di Piero

di Francesco e Silio Bozzi
con Nicolò Ausili, Marco Gabrielli, Francesco Santarelli

Foto by Anna Monti@

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Giancarlo Garoia
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