Intervista al poeta Francesco Nigri: "Perché sono condannato a scrivere d'amore"
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Iniziamo dal titolo di questa intervista. Come vivi questa “condanna” a scrivere d’amore?
È un piacere questa intervista, grazie. La parola “condanna” generalmente ha una connotazione negativa, ma nel mio caso, la vedo come una dolce condanna. Scrivere d’amore è un bisogno profondo, una vocazione che mi riempie di gioia. L’amore è un tema inesauribile e scriverne è il mio modo di esplorare le infinite sfaccettature dell’umanità.
Parli spesso dell’importanza dell’amare più che dell’amore. Cosa intendi con questa distinzione?
L’amore è un concetto spesso idealizzato e statico, mentre l’atto di amare è dinamico e continuo. Amare è un verbo, un’azione che si rinnova ogni giorno. È nell’atto di amare che troviamo la vera essenza del sentimento: nelle piccole cose, nei gesti quotidiani, nelle attenzioni verso l’altro. Amare è ciò che ci tiene vivi e connessi con il mondo.
Allora, possiamo dire che questa dolce condanna all’amore è una benedizione?
Assolutamente sì. È una condanna che accetto con il cuore aperto. L’amore, in tutte le sue forme, è ciò che dà senso alla nostra esistenza. È una forza che ci trasforma e ci ispira a diventare persone migliori.
Cosa significa per te scrivere poesie d’amore?

Scrivere poesie d’amore è un atto di trasmissione di emozioni. È come catturare l’essenza di un momento, un sentimento, e renderlo eterno attraverso le parole. Le poesie d’amore sono un mezzo per comunicare ciò che spesso è difficile esprimere a parole, un ponte tra il cuore e la mente.
Le tue poesie non sono solo per persone specifiche, ma spesso parli anche del tuo Paese e della tua Terra. Puoi dirci di più su questo?
Certo. L’amore non è limitato solo alle persone. Si può amare un luogo, una cultura, una terra. Per me, scrivere poesie d’amore per il mio Paese e la mia Terra è un modo di onorare le mie radici, la storia e la bellezza che mi circondano. È un tributo alla mia identità e alla comunità a cui appartengo. L’amore per la propria terra è un sentimento potente, fatto di nostalgia, orgoglio e appartenenza.
In che modo il tuo amore per la tua terra si riflette nella tua poesia?
Le mie poesie spesso evocano paesaggi, tradizioni e storie locali. Cerco di catturare l’essenza dei luoghi che amo e di trasmetterla attraverso le parole. È un modo per far sì che chi legge possa sentirsi trasportato in quei luoghi, percepirne la bellezza e l’importanza. Il mio amore per la mia terra è una fonte inesauribile di ispirazione.
Francesco, grazie per aver condiviso con noi la tua visione e la tua passione. Hai qualche ultima riflessione sull’amore e sulla poesia che vorresti lasciare ai nostri lettori?
Grazie a voi. Vorrei dire che l’amore è un viaggio senza fine. Non importa quanti ostacoli incontriamo lungo la strada, è l’atto di amare che ci dà la forza di continuare. E la poesia è il veicolo che ci permette di esprimere questo viaggio, di condividere le nostre gioie e dolori, e di trovare un senso in tutto ciò. Amare e scrivere d’amore sono due delle esperienze più umane e profonde che possiamo vivere.
A cura di Kosmikos.Info
Ufficio Stampa
Enrico Fabrizi
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