Casa Abruzzo: eccellenze e cultura abruzzese a Madrid
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In una Madrid sempre più vivace sul piano culturale, Casa Abruzzo è una realtà giovane ma già significativa. Nata il 6 marzo 2024, l’associazione si propone come la “casa” degli abruzzesi in Spagna, un hub multidisciplinare che intreccia cultura, turismo, enogastronomia, marketing territoriale, formazione e iniziative ambientali.
Conosco Casa Abruzzo dai suoi albori nel contesto della comunità italiana a Madrid, e il dialogo con il presidente Maurizio Di Ubaldo nasce dalla stima reciproca e dall’interesse condiviso per i progetti culturali della regione e dell’associazionismo attivo in Spagna.
La Regione Abruzzo, Ospite d’Onore all’Ambasciata d’Italia per le Celebrazioni del 2 giugno scorso e per tutto il semestre successivo, ha permesso di organizzare numerose iniziative che valorizzano arte, tradizioni e legami tra l’Abruzzo e la Spagna, non tralasciando il settore imprenditoriale ed il cinema (corti cinematografici e film di animazione).
Recentemente, ho avuto l’occasione di apprezzare queste iniziative in occasione dell’inaugurazione della mostra “La famiglia Cascella. Oltre il Tempo” all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e da quell’incontro è nato questo dialogo approfondito sulle prospettive e la missione di Casa Abruzzo.
Presidente Di Ubaldo, com’è nata Casa Abruzzo e quale esigenza intende rispondere per gli abruzzesi che vivono in Spagna?
Casa Abruzzo nasce dal desiderio di dare forma e sostanza a un’esigenza che era già profondamente sentita: offrire agli abruzzesi residenti in Spagna un luogo di incontro, di riconoscimento e di valorizzazione della propria identità. Non si tratta soltanto di un’associazione culturale, ma di una vera e propria “casa”, aperta a chi porta con sé la memoria e le radici della nostra regione, ma anche a chi desidera scoprirla e intrecciare nuove relazioni.
L’idea è maturata osservando come, all’interno della vivace comunità italiana di Madrid, in particolare, e della Spagna, in generale, mancasse un presidio specifico dedicato all’Abruzzo, capace di promuovere non solo le tradizioni, ma anche le innovazioni, il patrimonio enogastronomico, il turismo esperienziale e persino la sensibilità ambientale che oggi caratterizza la nostra terra. È stata, dunque, una risposta naturale a un bisogno di appartenenza, di condivisione e di rappresentanza.
Nel vostro programma per tutto il 2025 si intrecciano vari settori. Quali sono quelli che stanno mostrando il maggiore slancio e come li state sviluppando?
Il 2025 è un anno di straordinario fermento; l’aver ottenuto l’assegnazione di soggetto di supporto e coordinamento tra la Regione Abruzzo e i rappresentanti della Diplomazia Italiana in Spagna, in occasione del riconoscimento della Regione Abruzzo, Ospite d’Onore per le Celebrazioni della Festa della Repubblica Italiana presso l’Ambasciata d’Italia in Spagna, dello scorso 2 giugno, ed il ricco ed articolato programma di iniziative, sviluppato per il semestre successivo, ci ha reso fieri ed orgogliosi della vitalità della nostra associazione e del profondo valore del mondo dell’associazionismo italiano in Spagna. I settori che stanno rivelando il maggiore dinamismo sono quelli culturali ed enogastronomici, ma non in senso isolato: li stiamo sviluppando in un’ottica integrata, dove la cultura incontra il turismo, l’impresa dialoga con la formazione, e il cibo diventa ambasciatore di storia e di valori.
Abbiamo introdotto un calendario ricco di eventi che spaziano dalle mostre d’arte alle degustazioni di prodotti tipici certificati, dalle conferenze accademiche alle iniziative ambientali. Ciascuna attività è pensata per costruire ponti, sia tra l’Abruzzo e la Spagna, sia tra le diverse generazioni di abruzzesi che qui vivono. È proprio questa visione multidisciplinare a dare slancio al nostro programma: Casa Abruzzo non è un contenitore di eventi, ma un laboratorio vivo di relazioni e di progettualità.
Avete già attivato collaborazioni con istituzioni pubbliche o private, sia in Spagna sia in Abruzzo. Può raccontarci qualche progetto o intesa che ritiene particolarmente significativa?
Certamente. La nostra collaborazione con la rete diplomatica italiana in Spagna, il Sistema Italia e con la Regione Abruzzo rappresenta un punto di riferimento imprescindibile. Con loro abbiamo già condiviso iniziative di grande spessore per la realizzazione del programma Regione Abruzzo, Ospite d’Onore in Spagna per il 2025, come la mostra dedicata alla famiglia Cascella, che ha avuto un impatto culturale e mediatico notevole.
Ma non meno importanti sono le intese con realtà imprenditoriali e associative, sia abruzzesi che spagnole. Penso, ad esempio, al dialogo con i GAL abruzzesi per promuovere i prodotti tipici nel mercato iberico, o alle collaborazioni con università e centri di ricerca per sviluppare programmi di scambio e formazione. Ogni progetto che avviamo nasce da una rete di relazioni e dalla volontà di rendere Casa Abruzzo un interlocutore credibile e stabile tra i due Paesi.
Oltre agli eventi culturali, in che modo sostenete concretamente la comunità abruzzese residente a Madrid e in altre città spagnole?
Il nostro sostegno si articola su più livelli. Da un lato, offriamo un punto di riferimento pratico: orientamento per chi arriva in Spagna, informazioni utili per integrarsi, occasioni di socialità per non sentirsi soli, collaborazioni e consulenze al mondo dell’associazionismo italiano in Spagna. Dall’altro lato, lavoriamo sul piano identitario: aiutiamo gli abruzzesi a mantenere vivo il legame con la terra d’origine, a trasmettere ai figli la lingua e le tradizioni, a riconoscersi in una comunità che li valorizza.
Non meno importante è l’impegno a favorire le connessioni professionali: Casa Abruzzo diventa spesso un facilitatore di contatti tra imprenditori, professionisti e istituzioni, creando opportunità concrete di crescita e collaborazione. In questo senso, sostenere la comunità significa aiutarla a sentirsi forte, coesa e protagonista, sia qui in Spagna che in Abruzzo.
Guardando al futuro, quali saranno le priorità di Casa Abruzzo nel 2026, anche in relazione al Comitato Abruzzesi nel Mondo?
Il 2026 sarà l’anno in cui desideriamo consolidare quanto avviato e aprirci a una dimensione ancora più internazionale. In stretta sinergia con il Comitato Abruzzesi nel Mondo, vogliamo rafforzare il ruolo della nostra associazione come ponte tra le comunità abruzzesi all’estero e la Regione, avviando richiesta formale di divenire Hub della nostra Regione.
Le priorità saranno tre: il potenziamento delle reti culturali, con scambi sempre più frequenti tra Spagna e Abruzzo; il sostegno all’imprenditoria giovanile e alla promozione dei prodotti regionali; e infine la dimensione formativa, con programmi dedicati ai giovani e alle scuole, affinché le nuove generazioni possano ereditare e innovare il patrimonio dei loro padri e nonni.
Passiamo ora alla mostra La famiglia Cascella. Oltre il Tempo, che vi ha visti protagonisti. Come è nata la collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e la Regione Abruzzo e quale ruolo ha avuto l’associazione nella realizzazione dell’evento?

La collaborazione è nata in maniera naturale, quasi inevitabile, dall’incontro di intenti e dalla comune volontà di portare in Spagna il meglio della tradizione artistica abruzzese. Grazie al prezioso e costante supporto dell’Ambasciata d’Italia in Spagna, l’Istituto italiano di Cultura ha offerto il prestigioso spazio e il supporto organizzativo, la Regione Abruzzo ha supportato finanziariamente parte del costo della mostra e messo a disposizione le opere e i contatti con gli eredi della famiglia Cascella, e Casa Abruzzo ha avuto il compito di coordinare, promuovere e fare da ambasciatrice dell’evento presso la comunità locale.
È stato un lavoro di squadra, in cui ognuno ha portato il proprio contributo, ma per noi è stato soprattutto un modo per dimostrare che la nostra associazione è capace di realizzare progetti di livello internazionale, con professionalità e visione.
La dinastia Cascella è profondamente legata alla storia artistica abruzzese. Perché avete scelto proprio loro per una presentazione così importante in Spagna? Che cosa pensate rimanga al pubblico della vostra meravigliosa regione attraverso le opere dei Cascella?
I Cascella non sono soltanto una famiglia di artisti, ma un simbolo identitario dell’Abruzzo: attraverso cinque generazioni, hanno saputo interpretare lo spirito della nostra terra, le sue luci e le sue ombre, la sua forza e la sua delicatezza.
La scelta di presentarli a Madrid nasce dal desiderio di offrire al pubblico spagnolo una narrazione autentica e affascinante dell’Abruzzo. Le loro opere parlano di resilienza, di radici profonde, di amore per la natura e per la comunità. Credo che il messaggio che rimarrà al pubblico sarà proprio questo: l’Abruzzo non è soltanto una regione geografica, ma un universo culturale che sa trasformare la propria identità in arte universale.
La mostra racconta cinque generazioni di creatività. Quale messaggio di continuità e innovazione desiderate trasmettere con questa scelta?
Abbiamo voluto sottolineare come la tradizione non sia mai un vincolo, ma una fonte inesauribile di rinnovamento. La dinastia Cascella dimostra che si può essere fedeli alle proprie radici e, nello stesso tempo, capaci di parlare un linguaggio nuovo, adatto alle sfide del presente.
È questo il messaggio che vogliamo trasmettere anche come Casa Abruzzo: non si tratta di custodire il passato come un reperto da museo, ma di trasformarlo in linfa vitale per creare futuro. Continuità e innovazione non sono opposti, ma parti di un unico processo di crescita.
Crede che l’arte dei Cascella possa aprire la strada a nuovi scambi culturali e turistici tra Abruzzo e Spagna, anche in campi diversi dalle arti figurative?
Assolutamente sì. L’arte ha la straordinaria capacità di fungere da apripista, di creare curiosità e relazioni che poi si espandono ad altri ambiti. La mostra dei Cascella ha già acceso l’interesse di istituzioni spagnole per la cultura abruzzese in senso lato, e questo potrà tradursi in nuove collaborazioni non solo nelle arti figurative, ma anche nel teatro, nella musica, nel cinema, fino al turismo e all’enogastronomia.
L’arte è un linguaggio universale che unisce, e Casa Abruzzo intende continuare a sfruttarne la forza come strumento di diplomazia culturale e di sviluppo territoriale.
E, guardando oltre, quali previsioni e progetti per il futuro immagina per Casa Abruzzo, sia qui in Spagna sia nei rapporti con la Regione Abruzzo e la comunità internazionale?
Il futuro di Casa Abruzzo lo immagino come un crescendo di relazioni e di opportunità. In Spagna vogliamo radicarci sempre di più, diventando punto di riferimento stabile e autorevole per chiunque voglia conoscere l’Abruzzo. Con la Regione desideriamo rafforzare il dialogo istituzionale, affinché la nostra voce sia parte integrante delle strategie di internazionalizzazione.
Sul piano internazionale, l’obiettivo è far sì che Casa Abruzzo diventi un modello replicabile: un luogo che tiene insieme comunità, cultura e sviluppo economico. In altre parole, vorrei che la nostra esperienza potesse ispirare e guidare anche altre realtà, perché credo fermamente che le associazioni degli abruzzesi, in particolare, e l’associazionismo italiano nel mondo, in generale, siano uno straordinario patrimonio di energia, di intelligenza e di amore per la propria terra.
La ringraziamo per averci dato l’opportunità di conoscere una realtà così viva ed interessante.
Sono io a ringraziare voi. Perché dare voce a Casa Abruzzo significa contribuire a un sogno collettivo, che è quello di portare l’Abruzzo nel mondo e, allo stesso tempo, di riportare il mondo in Abruzzo, e sono certo che questo sogno sia comune a tutti noi.
Ufficio Stampa
Elisabetta Bagli
Italia




