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Le Restaurant de la Sirène a Asnièrs, si tratta di Van Gogh?
Udine 15 ottobre 2020- Grande sorpresa e concitazione alla mostra internazionale d'arte di Illegio, dove sono in corso accertamenti scientifici su un dipinto esposto "Le restaurant de la Sirène a Ansnièrs". E’ di Van Gogh? Si tratta di un olio su tela vicinissimo al quadro di identico titolo, di dimensioni leggermente diverse, oggi esposto al Museo D'Orsay a Parigi. Potrebbe essere un identico di Vincent Van Gogh. Lo hanno reso noto il curatore scientifico della mostra "Nulla è perduto", don Alessio Geretti, e Claudio Falcucci responsabile dello studio Metodologie d'Indagine per la diagnostica artistica -specializzato da trent’anni nello studio delle tecniche esecutive dei più importanti maestri di pittura della storia dell’arte-. La mostra di Illegio ha, pertanto, pianificato, appena aperti i suoi battenti, una completa campagna diagnostica sul quadro esposto in mostra.
Dalla campagna sono stati ottenuti dati circa la natura e le caratteristiche della tela di supporto. Confrontando la tela del dipinto con le tele normalmente acquistate da Van Gogh, negli anni del suo soggiorno parigino, si è notato che l’impiego di una sottile preparazione ricca di carbonato di calcio e l’uso di quel tipo di tavolozza sono cronologicamente compatibili e coerenti con quel periodo di attività di Vincent Van Gogh. Ma perché due “doppi”?
Se da una parte si può pensare che in quel periodo artistico i pittori prediligessero la “presa diretta” con paesaggi e momenti di vita, per cui non avesse più senso una distinzione tra bozzetto e opera definitiva e sembrerebbe insolita l’esistenza di “doppi” autografi di determinate opere, un’approfondita conoscenza dell’opera di Van Gogh, in realtà, dimostra proprio la frequente duplicazione dei soggetti del tempo del suo soggiorno parigino, opere quasi gemelle realizzate dallo stesso Van Gogh di sovente la prima dal vivo all’aperto, la seconda ripresa e perfezionata in studio.
Per miseria Van Gogh non poteva permettersi di raggiungere alcuni luoghi suggestivi e più lontani, perciò ad Asnièrs il suo pennello ritraeva ponti, prati, perfino "Le restaurant de la Sirène a Ansnièrs" sulla strada.
Dipingere locali pubblici era abitudine ricorrente in molti pittori dell’Impressionismo, dediti alla rappresentazione della joie de vivre con le sue feste e i suoi affollamenti. Questo non accadeva con Van Gogh. In Restaurant de la Sirène ad Asnières,Van Gogh, infatti, si concentra sull’esterno del ristorante: qualche figura appena accennata, uno studio delizioso sulla luce e sulla scomposizione vivace delle forme e dei colori, moltiplicando le pennellate di bianco.
Van Gogh, si sa, è un tutt’uno col suo pennello, «così il pennello sta alle mie dita come l’archetto al violino, e assolutamente per mio piacere». La sua carica espressiva implode ed esplode sulla tavolozza dei suoi colori, quasi a voler esprimere, con forza, con pennellate quasi nervose, quel senso di silenzio misterioso, quella ricerca della pace interiore che Van Gogh è certo non potesse provenire dal chiasso festaiolo, ma da una gioia di ben altro genere che ha altrove il suo segreto. Dentro se stessi.
Questa ricerca della pace, questa contemplazione del segreto palpitante della vita e il desiderio struggente di interiorità, sono stati in fondo il tema unico di tutta la pittura di Vincent Van Gogh.
L’attribuzione certificata spetta, naturalmente, al Museo Van Gogh di Amsterdam, cui l’opera ora ad Illegio verrà presentata con il corredo dei dati chiarissimi emersi da questa campagna di analisi.
Il dipinto Le Restaurant de la Sirène à Asnièrs rimane ammirabile nella mostra di Illegio fino alla sua conclusione, il 13 dicembre 2020. Prenotazioni attraverso il telefono (0433.44445) o il sito www.illegio.it o la mail (mostra@illegio.it).
Silvia Di Dio
Link:
(Musee d’Orsay Vincent Van Gogh)
(Wikipedia.Van Gogh)