Dentro un flusso emotivo senza filtri
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Qui non c’è bisogno di decifrare troppo, perché quello che arriva è immediato, quasi fisico. Le poesie sembrano nascere davvero da quel “sussurro interiore” di cui si parla nel progetto, e questa cosa si sente senza filtri. Ci sono immagini che restano addosso, come quando scrive “il cuore scalpita” oppure quando tutto si riduce a una parola ripetuta come in “Illuso”, che diventa quasi un ritmo mentale prima ancora che un testo. A metà percorso però emerge una sensazione particolare: la forte presenza di temi e immagini simili crea una continuità molto compatta, ma in alcuni momenti può dare l’impressione di muoversi sempre nello stesso spazio emotivo. È una scelta chiara, ma lascia intravedere anche la possibilità di un’evoluzione futura ancora più ampia. Poi il libro torna a respirare con immagini più aperte, più leggere, e si lascia seguire senza fatica. Il senso generale è quello di un autore che non ha paura di esporsi, che scrive per necessità più che per costruzione, e questo oggi non è così scontato.

Ufficio Stampa
Cristiano Romanelli
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