“Un secolo di Quas Primas”: a Roma un pomeriggio di studio sulla regalità sociale di Cristo organizzato da Militia Christi (Rete dei Patrioti).

Si è svolto sabato 13 dicembre, a Roma, il convegno “Un secolo di Quas Primas. Quale politica per la regalità sociale di Cristo?”
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Roma, (informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)

Si è svolto sabato 13 dicembre, a Roma il convegno “Un secolo di Quas Primas. Quale politica per la regalità sociale di Cristo?”, un intenso pomeriggio di riflessione teologica, storica, sociale e politica dedicato al centenario dell’enciclica Quas Primas di Papa Pio XI.

L’iniziativa, organizzata da Militia Christi, ha riunito sacerdoti, studiosi, ricercatori e militanti cattolici, offrendo un confronto articolato su uno dei temi più rilevanti e al tempo stesso controversi del pensiero cattolico contemporaneo: la sovranità sociale di Cristo e il suo significato nel mondo moderno, segnato dalla secolarizzazione e dalla crisi delle categorie politiche tradizionali. Durante il pomeriggio erano presenti anche banchetti librari e materiali di approfondimento, a testimonianza della volontà di coniugare studio e militanza culturale.

Ad aprire i lavori è stato don Giorgio Lenzi, che ha offerto una solida lettura teologica e storica della Quas Primas, ricostruendone le radici dottrinali e sottolineandone l’attualità come risposta cattolica all’individualismo e al laicismo politico. L’enciclica, ha ricordato, non è un documento del passato, ma una chiave interpretativa per comprendere il rapporto tra fede, società e ordine politico.

Sul tema dell’identità dei popoli e dei fenomeni migratori è intervenuto Marzio Gozzoli, vicepresidente di Rete dei Patrioti, che ha proposto una riflessione cattolica lontana dalle semplificazioni ideologiche, richiamando i concetti di ordine, bene comune e responsabilità delle comunità politiche.

Particolarmente apprezzato l’intervento di Carlos Guerrero Samaniego, dell’Instituto Nacional Garciano (Ecuador), dedicato alla figura di Gabriel García Moreno, presidente cattolico dell’Ecuador assassinato 150 anni fa. Un esempio storico di governante che riconobbe pubblicamente la regalità sociale di Cristo nella vita istituzionale del suo Paese, pagando con la vita la propria coerenza.

Andrea Giacobazzi di Radio Spada ha invece affrontato il tema della militanza cattolica, riflettendo sul significato dell’agire politico e culturale “al di sopra delle nostre vite”, come servizio imperfetto ma necessario al Re, nella consapevolezza dei propri limiti umani.

Il profilo giuridico è stato approfondito dall’avvocato Giustino D’Uva, che ha analizzato il rapporto tra diritto naturale, magistratura e giustizia, evidenziando le derive di un ordinamento sganciato da principi etici oggettivi e il ruolo fondamentale della tradizione cristiana nella costruzione di una giustizia autentica.

Con Lorenzo Roselli, vicepresidente di Militia Christi, il discorso si è allargato alla storia e agli sviluppi del Cristianesimo sociale, tra Ottocento e contemporaneità, con uno sguardo alle attuali tensioni europee e alla necessità di una nuova testimonianza cattolica pubblica.

Sul terreno della questione sociale e del lavoro è intervenuto Valerio Arenare, sindacalista, con una relazione intitolata “Cielo, Pane e Lavoro”, incentrata sulla giusta mercede, sulla dignità del lavoratore e sulla dottrina sociale della Chiesa come bussola per affrontare le disuguaglianze del presente.

A concludere il convegno è stato Fabrizio Lastei, portavoce e fondatore di Militia Christi, che ha richiamato i doveri della militanza cattolica nel XXI secolo: coerenza di vita, testimonianza pubblica, formazione dottrinale e impegno concreto nella società, senza compromessi con lo spirito del tempo.

Il convegno romano non si è limitato a celebrare una ricorrenza storica, ma ha rappresentato un momento di elaborazione culturale e politica, ponendo interrogativi centrali sul futuro della presenza cattolica nella società: come tradurre oggi la regalità sociale di Cristo? Quali strumenti offre la dottrina sociale della Chiesa per affrontare le crisi del nostro tempo?

Domande che, nel confronto tra relatori e pubblico, hanno trovato spazio e profondità, confermando l’attualità di Quas Primas a un secolo dalla sua promulgazione.

Ufficio Stampa

Marco Bangalli
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