Erika Mileto: la Scozia, i silenzi e la forza delle immagini

Con “Perdona Margaret”, Erika Mileto ci conduce in una villa immersa nella nebbia scozzese, dove i luoghi diventano protagonisti e la mente si fa paesaggio. L’autrice racconta come nascono le sue immagini narrative e quanto la scrittura possa trasformarsi in un’esperienza visiva e sensoriale
Comunicato Precedente

next
Comunicato Successivo

next

Un caro saluto a te, Erika. La villa isolata, la nebbia scozzese, il silenzio carico di tensione: sembra quasi un film. Hai mai pensato a un adattamento cinematografico?

Mentre scrivevo il mio romanzo, la mia fantasia immaginava già le varie scene, i personaggi, l’ambientazione. Penso sia normale quando ci immergiamo nel nostro scrivere. E penso che si, mi piacerebbe tanto vederlo trasformato in un film!

I luoghi sembrano vivere insieme ai personaggi. Che ruolo ha lo spazio fisico nelle tue storie?

La casa, il luogo da me immaginato, hanno avuto un ruolo fondamentale mentre scrivevo. Anche solo la copertina del libro è stata rivisitata più volte per farla aderire al mio pensiero il più possibile!

La Scozia, con il suo fascino gotico, è perfetta per un thriller psicologico. Come hai lavorato sull’atmosfera?

Sinceramente mi è venuto tutto molto spontaneo. Non ho avuto grandi difficoltà, nono stante sia stato il mio primo passo e tanti anni fa! La immaginavo e scrivevo ciò che mi veniva in mente, man mano.

Hai un’estetica narrativa molto intensa, quasi pittorica. Quanto conta per te l’immagine mentre scrivi?

Penso che sia fondamentale. Per chi scrive e per chi legge una storia. Immergersi con il pensiero in ciò che vuole far arrivare lo scrittore di turno…be’ è veramente bello se si riesce ad attuare questa cosa! Vuol dire essere arrivati al lettore, direttamente alla sua immaginazione!

https://www.booksprintedizioni.it/libro.asp?id=perdona-margaret

Ufficio Stampa

Giulio Berghella
 GB Communication (Leggi tutti i comunicati)
Via Benedetto Croce
65015 Montesilvano
[email protected]
3476468861

;