Walter Nudo, proiettato nella sua scelta per il Teatro

Walter Nudo spiega perché ha rifiutato l'Isola dei Famosi per dedicarsi al teatro con lo spettacolo «NUDO… ma si fa per dire», tratto dal libro «La vita accade per te». Un'intervista sul bisogno di autenticità, sul togliere le maschere e ritrovare sé stessi dopo sette anni lontano dalla tv.
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A seguito dell’affermazione da parte di qualche testata giornalistica sostenente che Walter Nudo, sarebbe stato escluso dal cast della prossima edizione dell’Isola dei Famosi, abbiamo voluto incontrare il noto attore per sapere realmente da lui come in realtà stanno le cose. Nudo, si è detto lieto di poter esprimere con sincerità tutta la verità, in merito a qualcosa a cui lui tiene tanto e cioè l’esatta sua scelta in merito alla sua non partecipazione alla kermesse isolana, finalizzata al dedicarsi al Teatro. 

Walter Nudo, ha decisamente affermato: “Ho detto no all’Isola dei Famosi perché oggi voglio togliermi le maschere, non indossarne altre”. Infatti, dopo sette anni lontano dalla televisione italiana, Walter Nudo torna davanti al pubblico. Non con un reality, ma con il teatro. E lo fa con uno spettacolo, NUDO… ma si fa per dire, tratto dal suo libro “La vita accade per te”. Una scelta che nasce da un’esigenza profonda di coerenza.

Iniziando la nostra intervista abbiamo chiesto: Walter, si è parlato molto dell’Isola dei Famosi. C’è chi ha scritto che non sei stato scelto. Com’è andata davvero?

«La verità è molto semplice: sono stato io a dire di no.

L’ho raccontato apertamente anche nei video che ho pubblicato sui miei social. Non c’è nessuna polemica e non c’è nessun rancore. Ringrazio chi ha pensato a me, perché è sempre una dimostrazione di stima.

Ma oggi sarebbe stato incoerente con la persona che sono diventato.

Non perché i reality siano sbagliati. Semplicemente non appartengono più al mio percorso.»

Perché?

«Perché negli ultimi anni la mia vita è cambiata profondamente.

Dopo essermi allontanato dalla televisione, ho iniziato un viaggio dentro me stesso. Un viaggio fatto di domande, di cadute, di silenzi, di ricerca spirituale.

Da quel viaggio è nato prima il libro “La vita accade per te” e poi, quasi naturalmente, lo spettacolo teatrale “NUDO… ma si fa per dire”.

Il cuore di tutto è uno solo: smettere di vivere dietro una maschera.

Per me tornare in un reality avrebbe significato rientrare in una dinamica che oggi non sento più mia.

Oggi il mio bisogno è esattamente l’opposto: togliere maschere, non indossarne altre.»

Per questo hai scelto il teatro?

«Sì.

Perché il teatro è il luogo della verità.

Paradossalmente è il posto dove si interpreta un personaggio, ma dove non puoi mentire.

Sul palco sei lì, davanti alle persone, senza filtri, senza montaggio, senza effetti speciali. Ogni sera ricominci da zero.

Il teatro è la madre del cinema, della televisione, della narrazione.

È lì che tutto è iniziato.

Più di duemila anni fa si saliva su un palco non per diventare famosi, ma perché si aveva qualcosa da dire alla comunità.

Ed è questo che sento oggi.

Non il bisogno di apparire.

Il bisogno di comunicare.»

Non hai paura di entrare in un mondo così difficile?

«Certo che sì.

Il teatro non mi aspetta.

Non mi illudo che il mondo del teatro abbia bisogno di Walter Nudo.

Anzi, probabilmente qualcuno storcerà il naso.

Ed è giusto così.

Ma il teatro è anche questo: avere il coraggio di salire su un palco e assumersi completamente la responsabilità di ciò che si porta.

Per me ci vuole molto più coraggio a fare teatro che televisione.

La televisione può proteggerti.

Il teatro no.

Ogni sera il pubblico decide se crederti oppure no.

Ed è bellissimo proprio per questo.»

Che cos’è, allora, NUDO… ma si fa per dire?

«È molto più di uno spettacolo.

È il racconto di un viaggio.

Uso la mia storia, ma potrebbe essere quella di chiunque.

Parlo della dislessia, del bullismo, del successo, delle cadute, della paura, della ricerca di senso.

Ma in realtà sto parlando di tutti noi.

Perché tutti, prima o poi, iniziamo a indossare maschere.

Da bambini non ne abbiamo.

Poi impariamo a costruirle per essere accettati, per essere amati, per sentirci sufficienti.

A un certo punto della vita, però, arriva una domanda.

Chi sono davvero?

Ed è lì che inizia il viaggio.»

In questo periodo si parla molto dell’Odissea, anche grazie al nuovo film di Christopher Nolan. Ti senti vicino a quella storia?

«Moltissimo.

Credo che l’Odissea non racconti semplicemente il viaggio di Ulisse.

Racconti il viaggio di ogni essere umano.

Per anni ho pensato che Itaca fosse un luogo.

Oggi penso che Itaca sia uno stato dell’anima.

Non è tornare a casa.

È tornare a sé stessi.

È ricordarsi chi eravamo prima che il mondo ci dicesse chi dovevamo essere.

Per questo mi emoziona così tanto questa storia.

Perché parla di noi.»

Qual è il messaggio che vuoi lasciare al pubblico?

«Che l’autenticità è molto più importante della perfezione.

Io non sono arrivato.

Sto ancora navigando.

Continuo a sbagliare.

Continuo ad avere paura.

Ma oggi almeno so in quale direzione voglio andare.

E quella direzione è la mia natura.

Quando smetti di voler dimostrare qualcosa agli altri e inizi semplicemente a essere ciò che sei, accade qualcosa.

Ti senti libero.

Non perché gli altri smettano di giudicarti.

Ma perché il loro giudizio non definisce più chi sei.

Viviamo in un’epoca in cui tutto sembra costruito.

Apriamo i social e non sappiamo più distinguere ciò che è autentico da ciò che è artificiale.

Con l’intelligenza artificiale sarà ancora più difficile.

Per questo credo che oggi la rivoluzione più grande sia diventare profondamente umani.

Avere il coraggio di dire: “Questo sono io.”

Con i miei limiti.

Con le mie ferite.

Con la mia storia.

È questo il senso di NUDO… ma si fa per dire.

Perché essere nudi non significa non avere paura.

Significa avere paura e scegliere comunque di non nascondersi più.

È un ritorno a casa.

E per me tornare a casa significa anche riscoprire l’amore di Dio.

Capire che non devo più rincorrere qualcosa per meritare di esistere.

Che posso finalmente lasciare andare.

Per molti lasciare andare è una sconfitta.

Per me è l’ultimo atto di coraggio.

Perché quando smetti di controllare tutto, lasci finalmente spazio a ciò che sei veramente.

Ed è lì che, forse per la prima volta, inizi davvero a vivere.»

 

Ricordiamo che Walter Nudo ha vinto la terza edizione del Grande Fratello Vip nel 2018, battendo in finale Andrea Mainardi. Un trionfo, che gli ha permesso di conquistare il primato nella storia della televisione italiana, aggiudicarsi due reality show diversi, avendo nel 2003 vinto anche la prima edizione de L'Isola dei Famosi.

Ora, la scelta di Walter, diviene veramente ammirevole perché ha scelto di vivere una nuova esperienza, un’esperienza teatrale, il che significa immergersi in un mondo fatto di emozioni autentiche e connessioni profonde. Con il suo impegno nel teatro, Nudo spera di riuscire a trasportare lo spettatore in storie coinvolgenti, offrendogli la possibilità di esplorare nuove prospettive e di riscoprire la bellezza dell’arte dal vivo così come vuole fare lui stesso. Questo perché, ogni spettacolo dal vivo, crea un legame unico tra il pubblico e gli artisti, trasformando ogni rappresentazione in un momento irripetibile. Il teatro rappresenta un potente stimolo per la mente ed allo stesso tempo un’opportunità di crescita personale. Il forte senso di comunità che dà il teatro, crea momenti di aggregazione stimolante confronti e dialogo innescando un legame sociale per costruire relazioni per un certo numero di persone che vuole vivere momenti al di fuori della vita quotidiana e che allo stesso tempo riscopre apprendimenti di vita che riflettono storia, cultura e tradizioni, attraverso l’interpretazione sentita del personaggio che è di scena sul palco. Ecco perché ora per Walter inizia ora un nuovo percorso di vita che lo coinvolge ancor più nelle sue passioni.

Giuseppe De Girolamo

 

 

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