Castel Cicala riapre per celebrare Giordano

L'anniversario del rogo di Giordano Bruno ricordato con uno spettacolare convegno nel borgo natale del filosofo.
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Venerdi 17 febbraio, in occasione del 423° anniversario del rogo di Giordano Bruno, il castello di Cicala, dai cui spalti il filosofo lanciava, giovanetto lo sguardo nell’infinito, ha aperto i battenti per accogliere un numeroso pubblico e un prestigioso parterre di relatori. L’evento è stato alacremente organizzato da Carolina Masucci, presidente del Comitato per la salvaguardia della collina di Castel Cicala, con il sostegno del Comune di Nola, nella persona del sindaco Carlo Buonauro, che ha affidato all’assessore alla cultura, Vincenzo Martone, il discorso di benvenuto.

Luigi Pasciari ha brillantemente introdotto gli interventi che, nella prima sessione, hanno voluto ricordare la figura dell’indimenticabile “Bruniano” Aldo Masullo, che quest’anno avrebbe compiuto cento anni.

Ermanno Bocchini, Michele Mezza e padre Beniamino De Palma hanno commosso i presenti, attraverso ricordi personali delle immense doti culturali e umane di Aldo Masullo.

La seconda sessione, dedicata a Giordano Bruno è stata impreziosita da due originali interventi.

Guido del Giudice, con la consueta perfetta padronanza della materia, ha intrattenuto l’uditorio con una relazione dal titolo “Filippo Bruno e fra Giordano: l’abito non fa il monaco”, svelando un’immagine del filosofo che sconvolge la tradizionale rappresentazione iconografica.

Notevole interesse ha destato “L’eco del rogo in Inghilterra”, il contributo della giovane studiosa, Marianna Iannaccone, che ha evidenziato l’influenza del pensiero di Bruno nelle opere di Shakespeare e John Florio.

La serata si è conclusa con la messa in scena del rogo di Campo de’ fiori nel suggestivo palcoscenico allestito nel cortile del castello, ad opera della Compagnia Teatrale Nolana “Pipariello”.

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