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"Donna d'Arte” chiude con un finale indimenticabile: Le Voci del Tevere e un incontro che ha lasciato il segno [video]

La mostra al Centro Galeazzo Alessi di Perugia si è conclusa il 9 marzo con un evento che ha raccolto le testimonianze più profonde sulla condizione femminile
Perugia, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

(Perugia) C’è qualcosa di speciale nei finali quando sono all'altezza di ciò che li ha preceduti. Il 9 marzo 2026, nell'ultima giornata di Donna d'Arte al Centro Galeazzo Alessi di Perugia, quella rarità si è compiuta. La mostra stava per chiudere i battenti dopo settimane in cui le farfalle di Ugo Levita e le dee di Giulietta Mastroianni avevano accolto centinaia di sguardi, di silenzi, di persone che erano entrate con una domanda e uscite con qualcosa di più difficile da nominare. E proprio nell'ultimo pomeriggio, tra quelle stesse opere, è successo qualcosa che di “Donna d'Arte” ha rappresentato l'essenza più vera.

Simona Ambrosio ha preso il microfono per l'ultima volta in questa edizione, consapevole che i finali, se vissuti bene, non chiudono ma aprono, proseguono. Accanto a lei, la psicologa Caterina Cutuli del CAV di Terni e Massimo Pici, presidente dell'associazione Libertas Margot, hanno portato le loro testimonianze e prospettive sul tema dei diritti e della dignità delle donne, suscitando una profonda attenzione nella sala.

Alle 18.00, la presentazione del trailer del docufilm "Le Voci del Tevere" di Federico Menichelli ha attraversato la sala come l'acqua di un fiume, depositando emozioni che non se ne vanno subito. Un progetto che restituisce voce a chi spesso non viene ascoltato: una sorta di  atto di memoria e di restituzione.

Quando le luci si sono spente per l'ultima volta, in molti sono rimasti ancora un momento fermi, come se andarsene subito fosse uno spreco. Perché Donna d'Arte 2026 è stata un luogo dove la bellezza ha affrontato la realtà, dove l'arte è entrata nel dolore per trovare ciò che c'è dall'altra parte,  dove le parole erano necessità e non ornamento.

Adesso aspettiamo già il prossimo anno, perché certe voci, una volta ascoltate, non si dimenticano più.

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