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ANTICA GRECIA... L'astuto ODISSEO... da chi ereditò la sua proverbiale "virtù"?

Una poliedrica figura, quella di Odisseo, che ha sempre prodotto contrastanti giudizi: dalla sagacia si passa all'astuzia e si finisce con la fraudolenza... come si vedrà subito.
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Si legge, di Ulisse: eroe greco, figlio di Laerte e di Anticlea.Odisseo figlio di Laerte?

No! Odisseo non era figlio di Laerte l'Argiva, bensì di Sisifo di Corinto, quel vero maestro di inganni e raggiri che riuscì ad imbrogliare perfino Plutone, Signore del'Ade. Sisifo, maestro di finezza perfino nel concepire quel prodigio di figlio passato al mito come l'uomo più astuto.

Come accadde il fattaccio?Accadde che Autolico, un vicino con il vizio del furto, gli portò via gran parte della mandria di buoi; Sisifo lo denunciò, ma , proprio quando tutti erano nelle stalle dell'accusato occupati a controllare le bestie, l'ineffabile Sisifo si intrufolò nella casa di Autolico e gli sedusse la bella figlia Anticlea, incurante del "trascurabile" particolare che lei fosse già sposata con Laerte.

Per i suoi straordinari "talenti", Odisseo si vide ben presto affibbiare dei soprannomi: Ipsipilo e Rabbioso. Il primo, per la straordinaria abilità con l'arco: Ipsipile era l'appellativo della Dea-Luna che percorreva il cielo descrivendo un arco." Rabbioso", invece, è proprio il significato del nome Odisseo e ad imporgli quel nome fu il nonno, Autolico, presente al banchetto per la sua nascita e invitato da   Anticlea a dare un nome a suo figlio.

"Lo chiamerò Odisseo, cioé il Rabbioso, - disse Autolico - a causa dei nemici di suo nonno che egli dovrà rabbiosamente combattere, ma, in compenso, gli lascerò parte dei miei beni, appena salirà sul M. Parnaso."

Appena cresciuto, il ragazzo andò a riscuotere e durante una battuta di caccia si procurò quella ferita alla coscia... che ben tutti conosciamo dal racconto dell'Odissea.Odisseo dette mostra in varie occasioni dei talenti di cui era dotato. Primo fra tutti l'inganno del "Cavallo di Troia", anche se alcuni studiosi ritengono si trattasse di una macchina da guerra ricoperta di pelli animali. Ed è quanto dice lo stesso Pausania.

Altre ipotesi, infatti, mettono in dubbio che sia opera di Ulisse e indicano,invece, in Epeo, il vero autore del cavallo, fatto costruire con il legno sacro del monte Ida.

C'è anche chi fa il nome di Prilide, aiuto da Atena, asserendo che Ulisse se ne prese il merito.Conoscendo Ulisse, si può anche credere concedere il beneficio del dubbio. Ma, forse, abbiamo dimenticato l'episodio in cui la bella Elena, a passeggio intorno al "cavallo", ben sapendo della presenza dei guerrieri al suo interno, per provocarli imitò le voci delle spose lontane e che fu Odisseo a trattenerli dall'impulso di balzare di fuori. 

Finemente astuto si mostrò, invece, con re Tindareo, patrigno della bella Elena, quando si presentò con tutti gli altri eroi a chiederne la mano, ma avendo in mente, invece, di impalmare la altrettanto bella Penelope.Per averla, egli elargì a Tindareo il famoso consiglio di cui tutti siamo a conoscenza: ammettere alla gara per conquistare Elena solo quelli che avessero giurato fedeltà e protezione nei confronti del fortunato prescelto. Sappiamo che il consiglio funzionò, anche se costò la rovina di Troia: per difendere l'onore di Menelao, lo sposo di Elena, cornificato dal principe troiano Paride, gli Achei tutti partirono alla volta di Troia... benché le motivazioni di tanta mobilitazione fossero ben altre. 

Astuto ed infido. Odisseo era anche questo e lo dimostra il colpo basso inferto a Diomede insieme al quale aveva portato via da Troia il Palladio, la statua della Dea Atena, per prendersene tutto il merito... sappiamo, però, come finì.Odisseo, in verità, era contrario a quella spedizione bellica; egli aveva consultato un oracolo dal quale aveva saputo che, se fosse andato a Troia, sarebbe tornato in patria solo dopo vent'anni e in condizioni di miseria.In seguito, quando Agamennone, accompagnato da Menelao e Palamede, fece visita all'eroe per ricordargli l'impegno preso, Odisseo, improvvisò una bella pazzia per sottrarsi agli obblighi e si comportò proprio come un pazzo. I tre uomini, infatti, lo sorpresero con in testa un cappellaccio da contadino, a forma di mezzo uovo, mentre arava un campo, pungolando un asino e un bue aggiogati insieme e lanciandosi alle spalle manciate di sale. Quando, però, quelli strapparono il piccolo Telemaco dalle braccia della madre e glielo misero davanti all'aratro, ritornò immediatamente savio.  L'astuzia, però. non lo salvò dalla morte avvenuta per mano di uno dei suoi figli... ma questa è un'altra storia. 

Questa poliedrica figura ha sempre prodotto contrastanti giudizi: dalla sagacia si passa all'astuzia e si finisce con la fraudolenza. Sofocle, ad esempio, non pare provare eccessiva simpatia per questa figura. al contrario di Polibio, che invece vede in lui il leader e l'uomo d'azione.I Romani, dal canto loro, contrapposero la pietas di Enea alla praevidentia dell'eroe greco. Ma, se Roma fa risalire i suoi natali all'eroe troiano, altre città latine hanno scelto di discendere da Ulisse: Tuscolo, ad esempio, sarebbe stata fondata da Telegono, figlio di Circe e Ulisse, mentre l'altro figlio della coppia, Latino, sarebbe il fondatore dei Latini; Italo, invece, figlio di Telegono e Penelope, avrebbe dato il nome alla popolazione italica.Ipotesi suggestive? Certo!

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