Arte e Cultura
Dalla fabbrica alla pagina: come Umberto Nardi ha trasformato trent’anni di vita in “A tu per tu con il cielo”
Da quella materia prima nasce una raccolta che non ha paura di sporcarsi le mani. La poesia di Nardi parla di chi non viene rappresentato nella poesia italiana contemporanea: i deboli, i furbi che vince sempre, chi annusa l’aria come un animale cercando un senso che non arriva.
C’è qualcosa che, per certi aspetti tematici, ricorda il lavoro di Franco Arminio nella sua attenzione alla marginalità e al dolore del quotidiano, anche se Nardi percorre quella strada con un registro più urbano e meno elegiaco, più sferzante.
Il confronto non è strutturale, ma rende l’idea del territorio emotivo in cui si muove questo libro. Charles Bukowski è il nome che aleggia più esplicitamente tra le pagine, e lo si capisce: stessa attitudine a non abbellire il reale, stesso coraggio di mettere in poesia ciò che la letteratura perbene ignora. Un esordio che vale la pena leggere.
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