A2A SCEGLIE LA FINANZA, NON CITTADINI E AMBIENTE EUROPA VERDE BRESCIA: “STOP AGLI EXTRAPROFITTI, PIÙ INVESTIMENTI PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA”

Destano impressione gli utili che A2A ha macinato nel 2025. Per un’azienda che è diventata il secondo fornitore più grande d’Italia e la cui mission è quella di “migliorare la qualità della vita delle persone attraverso la gestione sostenibile di energia, acqua e ambiente”, il raggiungimento del risultato economico andrebbe sempre valutato in relazione alle tariffe applicate ai propri clienti.
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A2A SCEGLIE LA FINANZA, NON CITTADINI E AMBIENTE

EUROPA VERDE BRESCIA: “STOP AGLI EXTRAPROFITTI, PIÙ INVESTIMENTI PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA”

Destano impressione gli utili che A2A ha macinato nel 2025.
Per un’azienda che è diventata il secondo fornitore più grande d’Italia e la cui mission è quella di “migliorare la qualità della vita delle persone attraverso la gestione sostenibile di energia, acqua e ambiente”, il raggiungimento del risultato economico andrebbe sempre valutato in relazione alle tariffe applicate ai propri clienti, i quali, mai come in questo periodo, sono stati stretti nella morsa della più grave crisi energetica degli ultimi anni.

La produzione di utili astronomici, determinati in via principale dal prezzo delle forniture e dagli elevati prezzi dell’energia in Italia, va decisamente a cozzare con uno scenario di crescente difficoltà dei clienti nell’approvvigionarsi di energia a prezzi sostenibili.

La sostenibilità dei profitti generati, se rapportata alle tariffe applicate, dovrebbe essere il primo criterio nell’interpretazione dei risultati economici delle società partecipate dalla mano pubblica, come appunto A2A.

La lettura dei numeri, invece, racconta la storia di una società energetica come qualsiasi altra azienda privata: se è pur vero che distribuisce importanti dividendi ai propri Comuni azionisti, non si può certo dire che brilli altrettanto per le tariffe applicate ai clienti e per gli investimenti nella transizione ecologica ed energetica.

L’aver acquistato 1 milione di azioni proprie per un controvalore di 2,4 miliardi (Buyback) rappresenta una mossa tipica di aziende che godono di extraprofitti e significa intraprendere una strada sbagliata, sottraendo risorse agli investimenti (ambiente e occupazione) e dirottandole verso la finanza.

Dario Balotta co-portavoce Europa Verde Brescia 

Brescia 28/4/2026

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