Fanghi di depurazione: nuovi indicatori nazionali

L'Italia adotta indicatori quantitativi per garantire la qualità del trattamento e minimizzare i rischi ambientali e sanitari. L'Italia si sta preparando all'introduzione di due nuovi indicatori quantitativi, specificamente studiati per valutare l'efficacia del trattamento dei fanghi di depurazione e la conseguente riduzione del loro "potere fermentescibile" prima che vengano impiegati nell'agricoltura.
Comunicato Precedente

next
Comunicato Successivo

next
ROMA, (informazione.news - comunicati stampa - economia)

L'Italia si sta preparando all'introduzione di due nuovi indicatori quantitativi, specificamente studiati per valutare l'efficacia del trattamento dei fanghi di depurazione e la conseguente riduzione del loro "potere fermentescibile" prima che vengano impiegati nell'agricoltura.

Questa iniziativa è inclusa in una proposta di modifica del Decreto Legislativo 99/1992, che è stata presentata dall'Italia alla Commissione Europea nei giorni scorsi.

Secondo quanto stabilito dal Decreto Legislativo 99/1992, i fanghi devono essere sottoposti a "trattamenti" specifici per poter essere utilizzati in agricoltura. Questi trattamenti sono necessari per ridurre significativamente il loro potere fermentescibile e per prevenire eventuali inconvenienti di natura igienico-sanitaria derivanti dal loro utilizzo. Al momento della redazione del D.Lgs. 99/1992, tuttavia, non erano ancora disponibili metodi e strumenti consolidati e standardizzati per verificare in modo efficace questo requisito fondamentale.

I due indicatori di contenuto specifici, previsti nella bozza del provvedimento, sono i seguenti:

  1. Tasso di assorbimento dell'ossigeno (max 25 mmol O2/kg di materia organica/h): Questo indicatore misura la capacità del fango di consumare ossigeno, fornendo un'indicazione della sua attività biologica residua e, indirettamente, del suo potenziale di fermentazione. Un tasso più basso suggerisce una maggiore stabilità del fango.
  2. Potenziale di produzione di biogas residuo (max 0,25 di biogas / g di solidi volatili): Questo indicatore quantifica la quantità di biogas che può ancora essere generata dal fango, riflettendo la sua capacità residua di degradazione anaerobica. Un valore più basso indica che gran parte della materia organica facilmente degradabile è già stata trattata.

Il provvedimento è stato formalmente notificato in via preventiva alla Commissione Europea, in conformità con la "regola tecnica" europea.

Dato che la Commissione ha ricevuto l'Esecutivo UE il 27 marzo 2025, la normativa non potrà essere adottata dall'Italia prima del 30 giugno 2025.

Durante il periodo che va dal 27 marzo 2025 al 30 giugno 2025, si applicherà un regime di "status quo", il che significa che altri soggetti interessati avranno la possibilità di presentare osservazioni in merito al testo notificato.

Documenti di riferimento:

  • Area Normativa / Acque / Normativa in Cantiere:
    • Proposta di modifica del Dlgs 99/1992 in materia di utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura
    • Ricevuta dalla Commissione Ue il 27 marzo 2025
  • Area Normativa / Acque / Normativa Vigente:
    • Dlgs 27 gennaio 1992, n. 99
    • Utilizzo fanghi da depurazione di acque in agricoltura - Attuazione direttiva 86/278/Cee
  • Area Normativa / Rifiuti / Normativa Vigente:
    • Direttiva Consiglio Ue 86/278/Cee
    • Utilizzazione dei fanghi di depurazione
Allegati
Slide ShowSlide Show
Non disponibili
;