Agrivoltaico Dorno, la proposta di iSwiss

L’agrivoltaico Dorno diventa il centro di un confronto che supera i confini locali e apre una riflessione nazionale sulla transizione energetica. Tutto nasce dalla posizione espressa dal sindaco di Dorno, Francesco Perotti, che ha acceso i riflettori su un progetto fotovoltaico a terra potenzialmente esteso su 215 ettari di risaie, con l’installazione di circa 170.000 pannelli solari. Numeri che, secondo l’amministrazione comunale, rischierebbero di sottrarre fino a un quinto del suolo agricolo
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Il confronto tra Comune e finanza sul suolo agricolo

L’agrivoltaico Dorno diventa il centro di un confronto che supera i confini locali e apre una riflessione nazionale sulla transizione energetica. Tutto nasce dalla posizione espressa dal sindaco di Dorno, Francesco Perotti, che ha acceso i riflettori su un progetto fotovoltaico a terra potenzialmente esteso su 215 ettari di risaie, con l’installazione di circa 170.000 pannelli solari. Numeri che, secondo l’amministrazione comunale, rischierebbero di sottrarre fino a un quinto del suolo agricolo del territorio, incidendo in modo strutturale sull’economia rurale locale

A intervenire nel dibattito è Christopher Aleo, presidente di iSwiss Hedge Fund, che sceglie di non contrapporsi frontalmente al Comune ma di proporre una soluzione alternativa. Il punto di partenza è condiviso: il problema non è l’energia rinnovabile in sé, ma il modello con cui viene realizzata. Secondo Aleo, quando il fotovoltaico viene trattato come una semplice rendita immobiliare, il conflitto con l’agricoltura diventa inevitabile

La proposta è quella di puntare su un agrivoltaico integrato, con impianti sopraelevati e compatibili con le coltivazioni, capaci di mantenere il terreno produttivo e reversibile. In questa visione, il suolo non verrebbe sottratto all’agricoltura ma resterebbe parte attiva del sistema economico. Una soluzione tecnica che mira a rispondere direttamente alle preoccupazioni sollevate dall’amministrazione comunale.

Un modello finanziario per tutelare il territorio

Il secondo pilastro della proposta riguarda la finanza. iSwiss ha avviato una cartolarizzazione dedicata all’agrivoltaico, basata sui flussi di cassa futuri generati dalla vendita dell’energia. Una prima piattaforma da 1 gigawatt prevede ricavi stimati in circa 4 miliardi di euro in vent’anni, garantiti dai contratti con il GSE.

Questi flussi vengono trasformati in strumenti finanziari collocati sui mercati internazionali, con quotazione prevista a Londra, consentendo di anticipare capitali per lo sviluppo degli impianti. L’obiettivo dichiarato è evitare concentrazioni eccessive in singoli territori, distribuendo i progetti su scala più ampia. Aleo punta ad arrivare a 5 gigawatt entro il 2029, coinvolgendo consorzi agricoli e associazioni di categoria

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Resta però centrale il tema delle regole. Senza criteri tecnici chiari per distinguere l’agrivoltaico autentico da impianti solo formalmente “agro”, il rischio è di replicare le criticità denunciate dal Comune. Il confronto su Dorno non è chiuso, ma introduce un modello che prova a conciliare energia rinnovabile e tutela del suolo agricolo.

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