Ivan Stray & TwentyTwo: “ROSE” e la distanza tra ciò che si sente e ciò che si vive

“ROSE” si costruisce su una distanza. Non solo tra due persone, ma tra due modi di intendere le relazioni.
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Da una parte l’idea di un sentimento autentico, dall’altra una realtà che tende a ridurlo a qualcosa di misurabile, quasi tangibile. Ivan Stray porta questa tensione dentro il brano senza mai appesantirla, lasciandola scorrere in modo naturale.

Il lavoro di TwentyTwo si inserisce perfettamente in questo contesto. Il suono non invade, non prende mai il sopravvento, ma costruisce un ambiente coerente, che sostiene senza distrarre. È un equilibrio difficile da ottenere, soprattutto in un genere che spesso tende a enfatizzare.

Il brano si sviluppa senza deviazioni evidenti, ma non per questo risulta statico. C’è una tensione interna che resta costante, una sensazione che accompagna tutto l’ascolto senza mai risolversi del tutto. È proprio questa mancanza di risoluzione a rendere “ROSE” interessante.

Non è una canzone che si apre, non è una canzone che esplode. È una canzone che resta sospesa, che non chiude davvero. E in questa sospensione trova una sua forza. Ivan Stray e TwentyTwo non cercano di dare risposte, ma di mettere a fuoco una sensazione. E lo fanno con una misura che evita qualsiasi eccesso.

https://open.spotify.com/intl-it/artist/2YROyGT2YZgRMkJAOnJtA8

https://open.spotify.com/intl-it/artist/2MHmkhhM0YyMaDHtwuW1US

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