Porto Raro e “The End Of Summer Days”: quando il suono diventa memoria

Con “The End Of Summer Days”, i Porto Raro ci conducono in un viaggio sonoro sospeso tra ricordo e introspezione. Si tratta di un brano che fonde elementi classici e moderni, raccontando la fine di un ciclo e l’inizio di una nuova consapevolezza.
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Quando avete iniziato a scrivere “The End Of Summer Days”, quale emozione o immagine vi ha guidato per prima?

Un oceano di silenzio. La difficoltà nell’accettare che certe cose possano morire e basta. Le promesse di un’estate lunga, calda, senza fine.

The End Of Summer Days nasce come una canzone d’amore, poi prende altre strade, altri significati, ma nasce lì, in silenzio, nell’oceano, in un oceano di silenzio.

Il brano ha un respiro cinematografico. Avete pensato a una colonna sonora mentre lo componevate?

Onestamente no.

Siamo cresciuti con le colonne sonore di Ennio Morricone, Hans Zimmer, James Horner, Nino Rota, Vangelis e tanti altri. Hanno largamente influenzato il nostro percorso e il nostro suono, ma in questo brano non c’è un’ispirazione specifica.

Certo, se dovessimo scegliere una scena di un film potremmo citare la scena famosissima de “La Leggenda Del Pianista Sull’Oceano”, quella delle scale! Novecento si appresta a scendere per la prima volta dalla nave, per poi fermarsi a metà di quelle dannate scale, e tornare indietro.
“Cristo, ma le vedevi le strade? Anche soltanto le strade, ce n’erano a migliaia! Ma dimmelo, come fate voi laggiù a sceglierne una?”

Quanto della vostra esperienza personale emerge in modo subconscio nel pezzo, senza che ve ne accorgiate?
The End Of Summer Days è un brano molto personale, che nasce al pianoforte. Qualche accordo, una melodia, una riflessione sull’amore e sul tempo. Diventa per noi una sorta di manifesto generazionale, un brano per chi, senza rendersene conto, è rimasto prigioniero tra il passato, il presente e il futuro.

Ma è anche una canzone per chi, in un mondo che si muove ad una velocità folle, conserva la propria lucidità ed ha il coraggio di andare avanti.

Se doveste associare il brano a un elemento naturale o stagionale, quale scegliereste e perché?

Non possiamo che rispondere così: Il tramonto, la luce all’imbrunire tra mare e orizzonte, l’ultimo giorno d’estate.

https://open.spotify.com/intl-it/track/1CcGtgCc63U03TFqcGWbNf

Ufficio Stampa

Giulio Berghella
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