Ai POP UP CINEMA ARLECCHINO di Bologna due appuntamenti imperdibili
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Top Doc e Speciale Top Doc
Due appuntamenti imperdibili al POP UP CINEMA ARLECCHINO
(Via Lame 59 Bologna)
Lunedì Top Doc - Lunedì 19 Gennaio ore 21.30 - Pop Up Cinema Arlecchino
Proiezione di A LUCI SPENTE. Alla presenza del regista Mattia Epifani
Speciale Top Doc - Martedì 20 Gennaio ore 21.30 - Pop Up Cinema Arlecchino
Proiezione in prima visione esclusiva di SANGRE DEL TORO
Alla presenza del regista Yves Montmayeur
Fra i numerosi appuntamenti in programmazione al circuito Pop Cinema Cinema Bologna di questo gennaio, particolarmente interessanti, entrambi al POP UP CINEMA ARLECCHINO, Top Doc di Lunedì 19 Gennaio (ore 21.30) con la proiezione di A LUCI SPENTE alla presenza del regista Mattia Epifani e lo Speciale Top Doc di Martedì 20 Gennaio con la Prima Visione in esclusiva di SANGRE DEL TORO alla presenza del regista Yves Montmayeur.
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Proiezione di A LUCI SPENTE Alla presenza del regista Mattia Epifani
- Lunedì 19 Gennaio ore 21.30 - Pop Up Cinema ArlecchinoTop Doc
SINOSSI
Loris Stecca è stato negli anni ‘80 il più giovane campione del mondo di boxe della storia dello sport italiano. Un pugile d’assalto capace di fare sognare televisioni e sponsor. Ma precipitato poi in una caduta senza fine. Oggi, a 65 anni, dopo una condanna a 8 anni per il tentato omicidio della ex socia, lavora come netturbino per una cooperativa sociale. Ma la sua lotta infinita prosegue, nel tentativo di riabilitare il proprio nome, con l’aiuto della figlia. O forse solo di salvare la propria anima, guidato - o perseguitato - da un insolito mentore spirituale. L’avversario più duro da battere resta sempre uno: la propria rabbia senza fine.
NOTE DI REGIA
Quella di Loris Stecca non è soltanto il racconto dell’ascesa e del declino di un grande sportivo, né semplicemente la parabola di un ex pugile diventato il peggior nemico di sé stesso. È l’avventura pubblica e privata di un uomo che non riesce a stare al mondo senza un avversario da affrontare - reale o immaginario. Una storia che, sin dall’inizio, ho immaginato non (solo) come una biografia sportiva, ma come un viaggio dentro il tormento di un uomo diviso tra luci della ribalta e oscurità della colpa. Luci che si sono accese quando, ancora adolescente, la boxe lo strappa alla povertà e lo consacra, in pochi anni, campione del mondo e celebrità dello sport italiano. Ma su quella stessa ribalta le luci si sono spente all’improvviso, con una sconfitta epica, che diventa ossessione. Ed è in quel buio esistenziale - in un presente sospeso tra la nostalgia per ciò che è stato e l’incertezza di ciò che sarà - che il film mette in scena, giorno dopo giorno, il tentativo del protagonista di ricostruire un rapporto con sé stesso e con gli altri, dopo una condanna a otto anni per tentato
omicidio.
MENZIONE SPECIALE BPER // CONCORSO BIOGRAFILM ITALIA
“Un film onesto, che non cerca di trasformare il suo protagonista in quello che non è, non ne smussa gli angoli, ma ne sottolinea le fragilità. Le immagini riescono a raccontare un personaggio rimasto sospeso al momento più alto della sua carriera, nell’incontro che non è riuscito a vincere ma che sta continuando a combattere”.
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Speciale Top Doc - Martedì 20 Gennaio ore 21.30 - Pop Up Cinema Arlecchino
In prima visione esclusiva SANGRE DEL TORO.
Alla presenza del regista Yves Montmayeur
SINOSSI
Sangre del Toro si snoda come un filo di Arianna attraverso un labirinto incantato, dove ogni immagine è un simbolo, un indizio che ci riporta nell’universo umanistico e mostruoso di Guillermo del Toro. Dalla sua città natale barocca, Guadalajara, ai luoghi misteriosi di Parigi, il nostro regista-Minotauro, custode del suo labirinto artistico, ci guida personalmente in un viaggio iniziatico per risolvere alcuni degli enigmi dei suoi film.
NOTE DI REGIA
“I messicani sono noti per il loro intimo rapporto con la morte. Ma quest’affinità con la morte e i diversi modi in cui è espressa deriva anche da un sincretismo culturale e spirituale tra il retaggio precolombiano e il passato coloniale cattolico.
Come regista messicano, Guillermo del Toro non è estraneo a questo retaggio culturale e ancestrale. Così, quando ha deciso di presentare una grande mostra d’arte a Guadalajara, in Messico, nel 2019, ho subito capito che sarebbe stato il punto di partenza per un’irripetibile esplorazione della sua psiche. Basata sul suo personale gabinetto delle meraviglie, che riunisce ex voto tratti da film macabri e reliquie religiose legate alla sua infanzia e ai suoi anni formativi, la mostra offriva uno sguardo nella mente di un artista ossessionato dalla figura del mostro e dalla rappresentazione del sacrificio corporale.”
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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