IV edizione della Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale: sei musei italiani per la cooperazione tra Mediterraneo e Africa

Programma di formazione e scambio internazionale promosso dal Ministero della Cultura e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali nel quadro del Piano Mattei per l’Africa
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Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

 Si è tenuto Venerdì 22 maggio 2026, a Roma, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura l’evento conclusivo della IV edizione della Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale, promossa dal Ministero della Cultura, Direzione Generale Affari Europei e Internazionali del Dipartimento per gli affari generalie dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.

Un’iniziativa strategica che dà seguito alle linee guida del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, finalizzata a promuovere i musei italiani come ponti di dialogo e cooperazione tra il Mediterraneo e l’Africa, rafforzando una rete culturale internazionale fondata sulla tutela condivisa del patrimonio e sulla crescita reciproca delle professionalità.

Un’edizione importante nel quadro del Piano Mattei per l’Africa, che ha visto i musei italiani protagonisti di un percorso formativo dedicato ai professionisti del continente africano e dell’area del Mediterraneo, fondato sullo scambio di pratiche e sull’integrazione di competenze. Direttori, funzionari, curatori, conservatori, bibliotecari e archivisti di Algeria, Angola, Congo-Brazzaville, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana, Kenya, Marocco, Mozambico, Senegal, Tanzania e Tunisia hanno condiviso esperienze, metodologie e approcci professionali, contribuendo a un processo di apprendimento reciproco e di sviluppo congiunto delle pratiche di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Ha dichiarato Gerardo Villanacci, Presidente della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali: “Con la IV edizione della Scuola Internazionale del Patrimonio Culturale, i musei italiani hanno rafforzato il proprio ruolo nel dialogo tra Mediterraneo e Africa e hanno contribuito attivamente alla costruzione di reti professionali e progettuali destinate a consolidarsi nel tempo. Questa esperienza conferma il valore strategico della formazione come spazio privilegiato di cooperazione culturale internazionale capace di mettere in relazione istituzioni, professionisti e territori. Al contempo, mostra la direzione su cui, insieme al Ministero della Cultura, la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali continuerà a investire affinché la formazione nel campo del patrimonio culturale possa tradursi sempre più in occasioni di dialogo, sperimentazione congiunta e nuove opportunità”.

 

LE FASI DELLA SCUOLA INTERNAZIONALE DEL PATRIMONIO CULTURALE

Dopo una prima fase di formazione online svolta tra febbraio e marzo 2026, il percorso è proseguito a Roma con la formazione in presenza presso la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali, con il coinvolgimento, tra gli altri, del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, del MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo e dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Il programma ha affrontato alcuni temi centrali del museo contemporaneo: le pratiche di gestione ed esposizione delle collezioni, il coinvolgimento dei pubblici, la collaborazione con artisti e centri di ricerca. A questa fase è seguito un mese di lavoro sul campo, durante il quale i partecipanti hanno collaborato con i team di sei musei italiani - Museo delle Civiltà – MUCIV, Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii, Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA, Museo Archeologico Nazionale di Napoli – MANN, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria – MArRC, Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo di Civita Castellana (Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio).

In questa fase operativa, professionisti italiani e africani hanno lavorato allo studio delle collezioni, alla ricerca curatoriale, allo sviluppo di contenuti interpretativi e alla co-progettazione di attività di valorizzazione e mediazione culturale.

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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