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Arte e Cultura

Franceschi, uno dei maggiori interpreti del Teatro italiano, in Monologo in Briciole al Salone Snaporaz di Cattolica per la stagione 2025/26 del Teatro della Regina.

A dare voce ai personaggi nati dall’osservazione critica ma anche dallo sguardo visionario di Zavattini è il bolognese Vittorio Franceschi, uno dei maggiori interpreti del Teatro italiano, che ha presentato il suo Monologo in Briciole al Salone Snaporaz di Cattolica per la stagione 2025/26 del Teatro della Regina.Brani in libertà da "Un Paese" di Cesare Zavattini.
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Nel 1955 la casa editrice Einaudi pubblicò il primo fotolibro italiano, Un Paese, con foto di Paul Strand e testo di Cesare Zavattini.

Vent’anni dopo, nel 1976, Giulio Einaudi Editore diede alle stampe il secondo volume con 134 foto in B/N nato stavolta dalla collaborazione fra lo scrittore e un altro grande maestro dell’obbiettivo, Gianni Berengo Gardin, dal titolo " Un paese vent’anni dopo". Unico volume della collana Italia mia progettata dallo stesso Zavattini, che prevedeva un secondo testo dedicato alla Napoli di Vittorio De Sica, un terzo alla Milano di Luchino Visconti e un quarto alla Roma di Roberto Rossellini, Un paese racconta in 88 foto in B/N Luzzara, il piccolo paese della Bassa reggiana – un tipico paese della provincia italiana – che diede i natali a Cesare Zavattini il 20 settembre 1902. Si tratta dell’incontro fra il grande documentarista e fotografo americano e il poliedricon ed eclettico autore, già noto come sceneggiatore del Neorealismo italiano, che in una perfetta sintesi fra cinema e letteratura raccontano insieme attraverso immagini e descrizioni la vita semplice dei suoi abitanti, ripresi nelle loro attività quotidiane di contadini e del loro rapporto con la terra. Mentre Berengo Gardin si discosta dal lirismo dell’aspetto agricolo-contadino per porre l’accento sulle trasformazioni sociali intervenute nel tempo ad esempio nell’urbanistica e nel mondo operaio.

 A dare voce ai personaggi nati dall’osservazione critica ma anche dallo sguardo visionario di Zavattini è il bolognese Vittorio Franceschi, uno dei maggiori interpreti del Teatro italiano, che ha presentato il suo MONOLOGO IN BRICIOLE al Salone Snaporaz di Cattolica per la stagione 2025/26 del Teatro della Regina.

 Un dialogo con se stesso, mescolando brevi brani narrativi e poetici, pensieri, pagine di diario, raccontini surreali e annotazioni malinconiche, tratti dall’opera smisurata, magmatica, irregolare, provocatoria e tenera di Cesare Zavattini.

 Tutto in modo rapido, perchè c'è poco tempo e noi "siamo nel nostro tempo quando sentiamo che sta passando"

 Noi "abbiamo dei limiti" ma ci resta la poesia e l'amore: "Fammi vedere l'ombra che passa davanti alla tua mano", eppure restiamo qui e. oggi. " si può scrivere una poesia davanti alla guerra?"

 "Abbiamo dei limiti...si muore perchè ci riempiamo do cose che occupano spazio...siamo nel nostro tempo quando sentiamo che sta passando..." ma "non bisogna lasciare che il dolore appassisca"

Fino al termine con l'ironico addio "Marameo!"

VITTORIO FRANCESCHI

Classe 1936, Franceschi ha attraversato quasi settant’anni di vita teatrale. Il suo percorso è iniziato nel teatro-cabaret negli anni ’60 con spettacoli come “Come siam bravi quaggiù” e “Resta così o sistema solare”, scritti con Sandro Bajini e portati in scena in storici teatri di Milano, Bologna, Genova e Trieste.
Successivamente ha collaborato con il Teatro Stabile di Trieste, dove ha esordito come drammaturgo con “Pinocchio minore – favola perbene con burattini di carne” e “Gorizia – documentario per il teatro sulla prima Guerra Mondiale”. Nel Sessantotto si è stabilito a Milano e ha co-fondato l’Associazione Nuova Scena insieme a Dario Fo, dando vita a un movimento teatrale alternativo che ha anticipato la decentralizzazione del teatro in Italia. Nel 1972 trasferisce la sede dell’associazione a Bologna, trasformandola in una cooperativa e restandone a guida fino al 1980.
Rilevante anche la sua esperienza come docente di recitazione presso la scuola di Teatro di Bologna, fondata da sua moglie, Alessandra Galante Garrone, nel 1976.

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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