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L'inchiesta, lo "scippo" di Porchettiamo: Gualdo Cattaneo tradita da un marchio registrato nell'ombra [video]

L'idea nacque nel 2009 dall'allora assessore Colonna, ma l'organizzatrice ha blindato il nome a proprio favore: il Sindaco Valentini svela il retroscena «Rapporti interrotti improvvisamente nonostante un accordo biennale»
Perugia, (informazione.news - comunicati stampa - fiere ed eventi)

(Gualdo Cattaneo) C'è un'amarezza che va oltre il semplice cambio di location nelle parole che giungono dal Palazzo Comunale di Gualdo Cattaneo. È l'amarezza di chi si vede sfilare un "figlio" dopo averlo cresciuto per sedici anni con risorse, fiducia e territorio, oltre ai contributi riconosciuti per ciascuna edizione. La vicenda dello spostamento della manifestazione Porchettiamo a Todi non è più solo una questione di logistica, ma si trasforma in un caso politico e morale che mette sotto accusa il comportamento dell'organizzatrice, Anna Setteposte.

Il successo della manifestazione che da Porchettiamo ora e "Porquesi" ecco le immagini..

Il peccato originale: un'idea pubblica diventata marchio privato

Per capire la gravità dello strappo, bisogna tornare al 2009. Fu l'allora Assessore Mauro Colonna ad avere l'intuizione: utilizzare i residui di un bando PSR per creare un evento che celebrasse la porchetta e le maestranze gualdesi. Fu lui a chiamare la Sig.ra Setteposte per dare gambe a quel progetto ma non per rendere propria l’idea.

Tuttavia, in quel frangente, si consumò quello che oggi appare come un "peccato originale" amministrativo: l'organizzatrice registrò il marchio "Porchettiamo" a proprio nome, nonostante l'input e i fondi fossero pubblici. Una mossa passata allora inosservata, ma che oggi ha permesso il "trasloco" forzato, unilaterale, di un patrimonio che la comunità di Gualdo Cattaneo sentiva giustamente proprio.

La rottura improvvisa e le "ombre" sulla programmazione

Il Comune di Gualdo Cattaneo difende con forza la propria posizione, smentendo le "futili motivazioni" addotte per il trasferimento. I fatti dicono che tra l'Ente e la Setteposte vigeva un protocollo d'intesa per il biennio 2025-2026. Le interlocuzioni procedevano come di consueto fino al 28 gennaio 2026, quando l'organizzatrice ha comunicato, senza preavviso, la volontà di interrompere il rapporto. Perchè?  

Ma c'è un dettaglio che non torna e che il Sindaco Enrico Valentini mette in luce: nello stesso identico giorno, il 28 gennaio, la Setteposte inviava al Comune di Todi una richiesta di patrocinio e spazi (Piazza del Popolo, il Parco della Rocca, il Teatro) talmente dettagliata e “ben confezionata" da presupporre una pianificazione iniziata mesi prima. Mentre a Gualdo si parlava di futuro, a Todi si firmavano già le carte. Un comportamento che l'Amministrazione definisce irriguardoso verso un partner storico. Come si dice, stava con i piedi su due staffe. 

Nel frattempo, il 14 maggio, presso la Camera dei Deputati, si è svolta la conferenza stampa di Porchetiamo. Vi è da dire che l’organizzatrice Setteposte, nel suo intervento, non ha mai fatto cenno alla paternità della manifestazione, esprimendosi sempre in “pluralis maiestatis” con ”abbiamo pensato”, “l’idea iniziale è stata quella di … “ e cosí via senza mai porre un riferimento allo spirito di chi l’ha realmente ideata, come se tutto fosse farina del suo sacco. 

La risposta della comunità: nasce "Porquesì" ma questa volta il marchio è tutelato

Gualdo Cattaneo non è rimasta a guardare. Davanti a quello che è stato percepito come un vero e proprio scippo d'identità, è nato "Porquesì", il nuovo evento che raccoglie l'eredità delle maestranze locali. Questa volta, l'errore del passato è stato corretto: il Comune ha provveduto immediatamente a registrare il marchio a nome dell'Ente territoriale, blindandolo da future speculazioni private.

I produttori locali voltano le spalle a Todi

Un segnale inequivocabile della solidarietà del territorio arriva dai protagonisti assoluti: i maestri porchettai. Nonostante la Setteposte abbia portato il "nome" del vecchio evento a Todi, i produttori locali di Gualdo Cattaneo hanno scelto, in totale autonomia, di non seguirla.

L'Amministrazione sottolinea con orgoglio di non aver esercitato alcuna pressione: la scelta dei produttori di aderire in massa a "Porquesì" è la risposta più ferma e spontanea a una manovra che ha ferito l'orgoglio di un intero borgo. La porchetta di San Terenziano resta a casa sua, dimostrando che un marchio registrato può spostare i loghi, ma non può rubare l'anima e l’identità di un territorio.

Questo l'elenco dei produttori umbri di porchetta che non hanno seguito la Setteposte a Todi e restano all'evento di San Terenziano sostenendo la scelta dell'amministrazione di Gualdo Cattaneo:  La Porchetta di Marcellano di Daniele Carletti (panino con porchetta, panino con porchetta al tartufo e porchetta tradizionale); Antica Norcineria dal 1936 (panino con porchetta); Carletti Enzo Produzione propria dal 1925 (panino con porchetta, panino Boom con porchetta, pomodorini confit e maionese); La Porchetta di Grutti di Mauro e Luca Benedetti 1939 e Natalizi (panino con porchetta, panino con cicotto di Grutti); Antica Porchetteria Granieri 1916 (panino con porchetta, panino Norcino Plus – Canario con pecorino, cipolle caramellate e salsa verde; panino 1916 con mele in agrodolce, uvetta, noci e senape); Porchetta di Pantalla Mastrini dal 1969 (panino con porchetta, panino gourmet con cipolla caramellata, peperoni, cicoria, formaggi e salse); Porchetta di Foligno di Bernabei Franco (panino con porchetta, crescia di Gubbio con porchetta e pecorino di Castelluccio); Il Ghiottone Porchetta di Bevagna (panino con porchetta, focaccia con porchetta); Made in Sicily (arancine siciliane, cannoli – cassate e gelato artigianale). Spazio anche per i celiaci con Ristorante Il Buongustaio che offrirà il panino con porchetta senza glutine e dolce della casa gluten free.

Ciliegina del tortone:  l'organizzatrice di Porchetiamo, con adeguata comodità e tempistica, con l'incasso già in mano, di recente ha saldato alcuni produttori di porchetta dell'edizione di Porchettiamo del 2025 svoltasi a San Terenziano.  Tanta classe anche sotto questo aspetto.

A seguito di questa diffusione della notizia sull’inchiesta del retroscena sullo spostamento della manifestazione  che alcuni consiglieri comunali di minoranza di Todi, dovrebbero fare chiarezza e accedere agli atti.  Azione in virtù di alcune questioni emerse di recente legate a un presunto pagamento del comune di Todi degli stand di Porchettiamo che vede l’incasso direttamente nelle mani dell’organizzatrice. Parliamo di 4.500 euro per gli stand della porchetta e 3.000 euro per gli altri stand: in totale sono circa trenta. E il conto è fatto.

Mentre rimanere a San Terenziano significava percepire solo il 20% dell’incasso degli standisti , a Todi, l’organizzatrice incassa direttamente una quota fissa, subito, che è altra cosa e altro importo. Quindi, spostare la manifestazione non era legata alla motivazione decantata sulla sicurezza e alla disponibilità degli spazzi, ma alla mera e semplice maggiore economia.  Non importa snaturare l’originale imprinting ideato quando era a San Terenziano, ora diviene puramente un evento commerciale spogliandosi dello spirito e dell’identità originaria.

Non importa, perchè, per fortuna, con Porquesí ,a San Terenziano, si è tornati alle origini dell’evento.  Non dimentichiamo un dettaglio che non è da poco. A Gualdo Cattaneo, a fine vento, la Setteposte riceveva un importo che sfiorava i 20 mila euro inclusa iva, a Todi, a fine manifestazione ( che ora è del tutto commerciale),  quanti ne riceverà?  

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