Morano Calabro (Cs) - Stabilizzazione ex Lsu/Lpu, De Bartolo interviene nella vertenza dei precari
«Si avvii un percorso chiaro e definitivo»
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morano calabro,
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«La stabilizzazione definitiva dei precari (ex Lsu/Lpu) in servizio negli enti locali non può prescindere da una concertazione serrata e leale tra tutti i soggetti interessati e/o direttamente coinvolti».
«Per quanto di nostra competenza, nonostante le perplessità circa talune questioni cruciali e i tanti limiti e contraddizioni della Legge Madia – ha dichiarato il primo cittadino moranese - abbiamo immediatamente attivato, secondo le indicazioni diffuse dalla Regione attraverso la prima circolare operativa e le successive integrazioni, le procedure tecniche finalizzate alla proroga dei contratti per i cinque dipendenti in carico al Comune di Morano, ai quali sono affidate mansioni analoghe a quelle svolte dai loro colleghi di ruolo. Tuttavia riteniamo indispensabile che sin d’ora le istituzioni sovracomunali avviino un percorso serio, chiaro e realmente attuabile, che non scarichi eccessivi oneri sui sindaci e, soprattutto, coinvolga l’intera platea. In questo senso – osserva De Bartolo - guardiamo con molta attenzione alla possibilità di eventuali fuoriuscite volontarie per gli ultrasessantenni mediante incentivi al pensionamento o alla mobilità volontaria territoriale, che consenta, quest’ultima, di stabilizzare i lavoratori anche in quegli enti che dispongano di posizioni vacanti in organico o in società pubbliche facenti capo alla Regione, qualora ciò non sia realizzabile nei comuni presso cui attualmente operano. Gli ex Lsu/Lpu costituiscono una risorsa fondamentale; la loro professionalità, acquisita in decenni di efficace collaborazione, in alcuni casi è addirittura divenuta decisiva per continuare a garantire servizi ai contribuenti. Il nostro impegno per addivenire alla stabilizzazione definitiva è massimo. Nella speranza, però, che la Regione e lo Stato facciano la loro parte, per esempio storicizzando i fondi e concedendo le necessarie deroghe per l’assunzione, così da non lasciare soli i sindaci, costretti a centellinare sempre più le poche economie disponibili».
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