Guglielmo Guzzo racconta un’Italia che non esiste più in “Anche là tramonta il sole”

Pubblicato da Europa Edizioni, “Anche là tramonta il sole” è il romanzo d’esordio nella narrativa di Guglielmo Guzzo, medico chirurgo calabrese classe 1954, fondatore del Museo del Rame e degli Antichi Mestieri e di una Fondazione per la valorizzazione del territorio cosentino.
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Un curriculum lontano dalla letteratura, eppure il libro che ne risulta ha una solidità di fondo che non si improvvisa. Al centro della storia c’è Seb, un giovane cresciuto in una famiglia contadina calabrese nel periodo in cui la mezzadria crolla, i coloni emigrano e il mondo rurale che aveva tenuto insieme generazioni si disgrega sotto la spinta dell’industrializzazione e del boom economico. Guzzo racconta questa trasformazione con la precisione di chi quella stagione l’ha vissuta in prima persona, restituendo non solo la cronaca degli eventi ma l’atmosfera morale di un’epoca: il Sessantotto come speranza e disillusione, gli anni di piombo come violenza quotidiana che irrompe anche nelle vite più periferiche.

In questo senso il romanzo ricorda, per certi versi, il modo in cui Mario Rigoni Stern aveva restituito la memoria di un mondo rurale in via di sparizione: non con nostalgia edificante, ma con la precisione sobria di chi sa che certe cose, se non le scrivi, se ne vanno per sempre. Il confronto non è esatto, Guzzo ha un registro più interiore e il suo territorio emotivo è diverso, ma quell’urgenza di testimonianza si sente allo stesso modo. Un libro che vale soprattutto come documento di un’Italia scomparsa, raccontata da dentro.

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Ufficio Stampa

Cristiano Romanelli
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cris.autore@hotmail.it

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