FontanaMIX ensemble, Valentino Corvino direttore, "CARTA BIANCA A... MARIO GARUTI "

Musiche di Matteo Bergamin, Mario Garuti, Nicole Fontana, Jimi Hendrix, Giacomo Minazzi, Riccardo Palomes. Martedì 19 Maggio 2026, ore 20:30
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Ancona, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

1. MARTEDÌ 19 MAGGIO, ore 20:30: CARTA BIANCA A... MARIO GARUTI 

musiche di: Matteo Bergamin, Mario Garuti, Nicole Fontana, Jimi Hendrix, Giacomo Minazzi, Riccardo Palomes

FontanaMIX ensemble

Valentino Corvino direttore

Clara La Licata voce / Lavinia Guillari flauto /  Marco Ignoti clarinetto / Valentino Corvino violino / 

Corrado Carnevali viola / Sebastiano Severi violoncello / Paolo Molinari contrabbasso / Walter Zanetti chitarra elettrica / Stefano Malferrari pianoforte / Matteo Castiglioni visual designer / Nicola Evangelisti regia del suono

'Il programma include, oltre al mio lavoro, un arrangiamento di Purple Haze di J. Hendrix e i quattro brani selezionati da Fontana Mix a Smerillo, lestate scorsa, al summer camp di composizione da me tenuto.
Il titolo del mio trittico dà nome anche all
evento. La mia musica è superficiale e desiderante. Non ama stazionare in un posto. È nomade, così come sento nomade limmaginario. Non ha uno spazio né un tempo preciso. È unenergia che si attiva. Con-dividere il mio immaginario con quello di quattro giovani autori e Jimi Hendrix è una esperienza emozionante. Un unico luogo sonoro, incontro di idee, nel quale esperienze e visioni differenti si possono fondere in un dialogo vivo e creativo. Una possibile tra le infinite manifestazioni delle intermittenze del cuore, intermittenze che scandiscono il tempo interiore, quando gli eventi, le relazioni, le solamente ma hanno un senso.'

(Mario Garuti)

Alle ore 18:00 avrà luogo una conversazione con Mario Garuti a cura di Diego Tripodi.

Prossimo appuntamento:

2. VENERDÌ 22 MAGGIO, ore 20:30: CANTICUM NOVISSIMI TESTAMENTI

Ensemble del Conservatorio di Musica di Bologna

Francesco La Licata direttore

musiche di Luciano Berio, Claudio Scannavini, Pēteris Vasks

Da alcuni anni la rassegna EXITIME ospita il Laboratorio Musica Contemporanea” del Conservatorio di Bologna con l’intento di valorizzare questa importante attività formativa dedicata allo studio e interpretazione dei repertori moderni e contemporanei.

 Dopo Ramifications di György Ligeti nel 2023, un brano per 40 chitarre scritto appositamente nel 2024 da Gilberto Cappelli e un omaggio a Salvatore Sciarrino nel 2025, per questa edizione 2026 i musicisti del Laboratorio si cimentano con un importante lavoro di Luciano Berio, sul tema della ricerca sulle risorse della vocalità e il rapporto suono/parola: “Canticum Novissimi testamenti”,  su testo di quella che lo stesso Berio definiva di Eduardo Sanguineti “un’anti-poesia, abitata da immagini quotidiane, da stereotipi sentimentali, da figure aspre e amare, da invenzioni ironiche, da parodie e da citazioni che si rincorrono in una sorta di camera d’eco della memoria”. 

Nel sottotitolo, il compositore lettone Pēteris Vasks definisce il suo brano “Tre sguardi nell’infinito del tempo”. Tris Skatieni è un’opera straordinaria sotto ogni aspetto. Non ha una strumentazione fissa, gli strumenti possono essere scelti liberamente tra strumenti orchestrali, popolari o antichi. Richiede un minimo di quattro esecutori, ma possono essercene anche di più, a piacere.

Completa il programma un nuovo lavoro di Claudio Scannavini per quartetto di sax  che prende lo spunto dal trittico di Hieronymus Bosch e fa proprio riferimento all’Inferno musicale così magicamente espresso dal nostro fiammingo.  Movimenti e personaggi affollano la tela, offrendoci, come racconta lo stesso autore, “uno scorcio di una improbabile e immaginaria visone di un inferno costellato da mille suoni e grida, popolato da creature fantastiche e al contempo orride.  Il senso del brano poggia sulla pulsazione creando un reticolo sonoro di grande movimento nella stasi.   Un paradosso in cui lunico risultato è limmobilismo nel movimento, o la relatività del movimento stesso”.

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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