IL DIRETTIVO NAZIONALE DI T.I. ASSOTIR UNANIME NEL DIRE NO AD UN FERMO FATTO SOLO PER OTTENERE MANCE
SI, INVECE, AD UNA PROTESTA CHE PUNTI AD INTRODURRE MODIFICHE REALI ALLA LEGGE DI DEREGOLAMENTAZIONE DEL SETTORE. T.I. ASSOTIR ADERIRA’ AL FERMO SOLO SE IL SUO OBIETTIVO NON SIA L’ENNESIMA ELARGIZIONE A FONDO PERDUTO, MA L’OTTENIMENTO DI UNA DISCIPLINA URGENTE – UNICA PER OGNI TIPO DI CONTRATTO - SUL COSTO MINIMO DEI TRASPORTI, SULLA RESPONSABILITA’ DEL COMMITTENTE E SUI TEMPI DI PAGAMENTO
,
(informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)
Il C. Direttivo Nazionale di TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR, riunitosi a Roma, nella giornata del 28 novembre, ha preso in esame la questione dell’eventuale partecipazione delle migliaia di imprenditori associati alla protesta nazionale del settore, annunciata dall’UNATRAS per il prossimo 9 dicembre.
I dirigenti di T.I. ASSOTIR hanno concordato con le posizioni già espresse sulla stampa dal Segretario generale Claudio DONATI, circa la strumentalità e la debolezza intrinseca dell’iniziativa dell’UNATRAS, che appare come l’ennesimo atto di una strategia basata unicamente sulla periodica richiesta al Governo di sostegni a fondo perduto al settore e non come la rivendicazione di un cambio strutturale nelle regole che lo disciplinano e che sono alla base della permanente debolezza delle imprese che vi operano.
T.I.ASSOTIR ritiene, tanto più in una fase di crisi economica come l’attuale, che occorra innanzi tutto pretendere che le risorse già stanziate divengano effettivamente operative e non finiscano per trasformarsi, come per le misure sulla formazione e sulle aggregazioni e come c’è il rischio che accada per le misure sul credito garantito, in uno sperpero di risorse senza alcun reale beneficio per i piccoli e medi trasportatori.
Inoltre T.I. ASSOTIR chiede che alle risorse che il Governo deve assicurare per la prosecuzione degli interventi già concordati si accompagni – ed anzi la preceda – una modifica radicale della disciplina che regola il settore e che stabilisce assurde ed artificiali divisioni, relativamente ai costi minimi di sicurezza dei trasporti, a seconda della forma contrattuale che ciascun committente impone al vettore.
Per assicurare trasparenza e legalità al settore; sicurezza della circolazione per tutti gli utenti della strada e adeguata remunerazione alle imprese di trasporto occorre, secondoi T.I. ASSOTIR, rivedere la normativa che stabilisce i costi minimi di sicurezza per i soli contratti verbali; non definisce in modo chiaro la responsabilità del committente; non gli impone termini di pagamento certi e non eludibili; non determina incentivi e penalizzazioni effettive ed adeguate per i diversi comportamenti adottati dai protagonisti della filiera logistica.
Si tratta di quanto UNATRAS aveva affermato fosse contenuto nell’accordo da lei sottoscritto, nel giugno 2008, con questo Governo e che le imprese che hanno dato la loro fiducia a quell’organizzazione vedono ancor’oggi del tutto irrealizzato. C’è la necessità, per i dirigenti dell’UNATRAS di fare autocritica su come, in questi due anni dal fermo del dicembre 2007, si sia sperperato un capitale di forza e di fiducia che il settore aveva messo a disposizione delle rappresentanze sindacali. Se si vuole recuperare un rapporto reale con la categoria, occorre invece ripartire proprio da dove tutto è cominciato: dalla richiesta di porre fine ad una deregulation assurda ed a tornare a considerare l’autotrasporto come un protagonista essenziale per la ripresa economica italiana.
E proprio perché tale, da rispettare e da sostenere nel suo sforzo di sopravvivenza, creando le condizioni affinché le imprese possano essere gestite in modo economicamente redditizio, senza essere costrette a scegliere, ancora una volta e senza colpa, tra la chiusura, il fallimento o l’illegalità.
Solo a queste condizioni TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR sosterrà la protesta e parteciperà, con le proprie imprese al Fermo di settore, se esso dovesse, alla fine davvero realizzarsi.