La Notte di Cuocolo/Bosetti al Teatro Arena del Sole di Bologna. Produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

IL TEMPO NON PASSERA' MAI", Roberta Bosetti, .Roberta Bosetti, .una donna sola cammina davanti a noi
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IL TEMPO NON PASSERA' MAI", Roberta Bosetti compone questa frase,  dal teatro deserto della Arena del Sole di Bologna, 

 "Le temps ne pas pa" cantava Charles Aznavour all'Olympia di Parigi,

Le temps sans joie

Le temps des merveilles

Lev temps d'un jour

"Parlo tra me e un'aaltra me", pensieri silenziosi, ricordi, nella notte dove i pensieri sono sbilenchhi..Roberta Bosetti, .una donna sola cammina davanti a noi. Possiamo sentirne i passi ed i pensieri.in cuffia

La donna attraversa non solo il teatro ma anche il tempo che l’ha cambiato. Cammina e pensa. Ha un teatro nella testa. Parla di sé ma parla di tutti noi. Guarda le cose come non le abbiamo mai viste. Ci fermiamo più volte per ascoltarla. Crea paesaggi immaginari che coniugano realtà e finzione, e che si istituiscono come rifugio di un’identità collettiva.

La biografia personale e collettiva è al centro del lavoro, come un corpo celeste oscuro, invisibile e al tempo stesso indagabile in ogni dettaglio per l’attrazione gravitazionale che esercita sui suoi satelliti. 

 
L’arte come scintilla in grado di riavviare un processo di riflessione sulla nostra identità.
La loro pratica si colloca nel punto di raccordo tra discipline differenti e li avvicina alla perfetta incarnazione dello storyteller originario, quello che Walter Benjamin nel suo breve saggio Il narratore (1936) tratteggia come una figura quasi mitologica capace di creare uno spirito comunitario attraverso la propria voce.
Uno spettacolo, una performance, un’installazione in movimento. Un atto di resistenza interiore. Un teatro in cammino.

"Cose fatte, cose lette e rilette. Esperienze. Qualcosa che viene da lontano. The Walk è del 2013 ma le passeggiate esplorative iniziano a metà degli anni ’90. Dietro ci sono molti incontri importanti: quello con Bruce Chatwin e prima ancora la realtà di essere tra i pochi australiani con il permesso di rimanere laggiù dato dagli aborigeni: i Mimili dell’area Pijiangiara coi quali abbiamo condiviso le loro vie.
C’è Proust con le sue strade maestre. La strada di Méséglise o quella dei Guermantes. C’è Walser con le sue passeggiate. C’è Tarkowskij incontrato a Roma con il suo Stalker che ti porta nella zona.
C’è la Land Art ed i situazionisti.
Il fatto è che, come sostenevano i peripatetici, camminando si pensa meglio e/o diversamente. Il camminare porta sempre in un altrove, che è qui fatto di memoria e di presenza.

Cuocolo/Bosetti 

Per la coppia italo australiana Cuocolo/Bosetti il teatro è un’arte contaminata dalla Vita (ma anche dalla Morte). A Melbourne si trasferiscono nel 1988. Lì, mettono in scena spettacoli (spesso in spazi non teatrali) che girano 4 continenti e 26 paesi. I due artisti mettono anche su famiglia. Tra i vari riconoscimenti ottenuti, l’UNESCO Award, il Premio Hystrio e il Green Room Award.

Tutto il loro lavoro drammaturgico è basato su elementi presi dalla (loro) vita. Spettacolo itinerante in cuffiaUn’installazione in movimento, un atto di resistenza interiore ma anche l’ultimo capitolo di una pratica di “teatro in cammino” avviata da Cuocolo/Bosetti nel 2013 a Melbourne, dove la coppia viveva e lavorava. Una performance immersiva e sorprendente che conduce all’esplorazione dell’edificio teatrale, dei suoi spazi pubblici e di quelli più privati. Una donna guida gli spettatori in una sorta di percorso iniziatico attraverso luoghi solitamente interdetti ai non addetti ai lavori. Sale, camerini, sgabuzzini, sottopalchi rivelano dettagli inediti e segreti ma anche memorie di chi quei luoghi ha abitato nel passato: ecco, allora, che la storia pubblica dell’edificio teatrale si mescola alle innumerevoli vicende private di quanti vi hanno vissuto, anche solo per brevi periodi. E, ancora, alla biografia personale degli stessi Cuocolo/Bosetti e a quella degli spettatori. Un dispositivo vertiginoso e affascinante, coerente con la ricerca artistica che la coppia italo-australiana conduce da almeno un ventennio: «la biografia personale e collettiva è al centro del nostro lavoro, come un corpo celeste oscuro, invisibile e al tempo stesso indagabile in ogni dettaglio per l’attrazione gravitazionale che esercita sui suoi satelliti»

.di Cuocolo/Bosetti

 regia Renato Cuocolo

 con Roberta Bosetti

Organizzazione Claudio Ponzana

Produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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