Salute e Benessere
Esperienze autentiche e territori vivi: la nuova frontiera del turismo enogastronomico
Il turismo enogastronomico non è più solo una nicchia, ma una delle vere colonne portanti del nuovo modello di sviluppo dei nostri territori. Con il progetto GUSTI stiamo costruendo un percorso condiviso per trasformare le eccellenze locali in esperienze autentiche, capaci di generare economia, occupazione e identità. Il recente Libro Bianco sulle professioni del turismo enogastronomico, curato da Roberta Garibaldi – a cui vanno i più sinceri complimenti per la costanza, la visione e l’instancabile impegno allo sviluppo dell’intero settore – ci offre oggi una mappa strategica per formare i nuovi protagonisti di questo cambiamento. Da qui nasce la riflessione che condivido con voi.
Oggi, una buona gastronomia – seppur eccellente – non basta più. Il turista moderno non cerca solo il piatto da fotografare, ma vuole vivere un Territorio dell’esperienza: un racconto di sapori, persone, culture.
Un comparto che, in Italia, vale oltre 40 miliardi di euro, ma che – paradossalmente – rischia di non esprimere il suo pieno potenziale a causa della mancanza di figure professionali adeguate. Il turismo del gusto non può più fare a meno del product manager, dell’hospitality manager, del curatore di esperienze. Figure nuove, dinamiche, che un tempo non esistevano e che oggi sono fondamentali per la filiera “Territorio”, dove agricoltura, cultura, ambiente e turismo si fondono in un’unica offerta autentica.
Il progetto GUSTI – Gastro UpScaled Tourist Itinerary, promosso dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Croazia 2021–2027 - una rete di itinerari nelle aree interne, costruita su misura nei 9 Comuni dell’area interna forlivese-cesenate, che stiamo portando avanti vuole proprio questo: mettere a sistema ciò che il nostro Paese possiede in abbondanza – biodiversità, tradizioni, saperi locali – trasformandoli in esperienze memorabili. Come ho più volte ribadito nei miei interventi pubblici, l’ospite non cerca un servizio, ma una connessione: con le persone, con la cultura del luogo, con la sua identità profonda.
È per questo che oggi servono strategie bottom-up, dove il pubblico e il privato collaborano, e il turista diventa "uno di casa", parte attiva di un racconto condiviso. La formazione di nuove figure professionali deve partire da questa visione, integrata e sistemica, che l’ITS Academy Turismo con le sedi di: Bologna, Imola, Cesena e Rimini può formare competenze trasversali: marketing territoriale, gestione dell’accoglienza, storytelling emozionale, digitalizzazione dei percorsi, che possono e devono diventare il motore della formazione per queste nuove professioni del gusto.
Il turismo enogastronomico è una leva strategica per il rilancio delle aree interne, dei piccoli borghi, delle aziende agricole che hanno aperto le porte al viaggiatore. Ma questo è possibile solo se formiamo professionisti capaci di “orchestrare il territorio”, valorizzando ogni dettaglio: dalla vendemmia in vigna all’olio appena spremuto nel frantoio, dal food tour urbano alla narrazione dell’identità rurale.
Con GUSTI vogliamo dare valore alle reti, facilitare la connessione tra imprese, comunità e visitatori, trasformare ogni viaggio in un’occasione di apprendimento reciproco. Come recita uno dei nostri mantra: “non si può stare bene da turisti in luoghi dove non si sta bene da residenti”. E allora investiamo nei curatori dell’accoglienza, nei consulenti del gusto, nei facilitatori dell’esperienza. Perché solo così potremo costruire un modello italiano di turismo enogastronomico autentico, competitivo e sostenibile.
Faggioli Experience
via San Giovanni 41
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