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Italia dei Diritti De Pierro si scaglia contro la legge regionale che regola le Comunità Montane in Campania giudicandola antidemocratica e quindi incostituzionale

"Abbiamo chiesto alla Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Interno di adire la Corte Costituzionale per verificare se la legge numero 12 del 2008 della Regione Campania rispetti la Costituzione Italiana". Lo riferisce con una nota stampa il responsabile per la Politica Interna dell'IdD Carlo Spinelli. “ Manifesteremo davanti alla Regione per il ripristino della democrazia”.
Roma, (informazione.news - comunicati stampa - politica e istituzioni)

"Ci sono regioni in cui le comunità montane sono state commissariate in attesa che vengano convertite in unione dei comuni montani, per la gioia di chi ricopre la carica di commissario che per questo incarico riceve una buona indennità altre invece, e fra queste la Campania, che con la modifica delle varie leggi regionali hanno ridotto il numero dei consiglieri che amministrano le varie comunità montane vulnerando, a nostro avviso, la democrazia". E' Carlo Spinelli responsabile nazionale per la Politica Interna del movimento presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro a parlare in merito alle comunità montane della Regione Campania.

"Infatti - prosegue Spinelli - la legge regionale campana riguardo le comunità montane, all'articolo 9 comma 1 relativo alla composizione del consiglio generale delle comunità montane della Campania, indica che lo stesso venga composto dai sindaci dei comuni compresi nel territorio montano o da un loro delegato escludendo di fatto i vari consiglieri di minoranza dei relativi comuni, lasciando però libere le stesse comunità montane di inserire nel proprio Statuto una modifica aprendo il consiglio generale anche a un consigliere di opposizione di ogni singolo comune. Naturalmente nessuno ha preso in considerazione questa ipotesi e le comunità montane campane violano, a nostro avviso, la Costituzione Italiana. Infatti con i consigli generali composti dal solo sindaco o da un suo delegato scelto praticamente sempre all'interno della propria maggioranza, si vieta la presenza di chi è espressione di un elettorato che ha dato fiducia a idee e programmi diversi, castrando così il dibattito politico di fazioni contrapposte e vulnerando di fatto la democrazia.

Abbiamo espresso il nostro dissenso a questa legge - va avanti ancora l'esponente IdD - tramite PEC indirizzate al presidente Vincenzo De Luca e a tutti gli organi istituzionali che in qualche modo hanno competenze in materia, chiedendo alla Presidente del Consiglio on. Giorgia Meloni e al Ministro dell'Interno sig. Matteo Piantedosi, di adire la Corte Costituzionale affinché si giudichi illegittima questa legge. In Italia purtroppo non vige il sindacato diffuso di costituzionalità come invece è in vigore ad esempio negli Stati Uniti o nei paesi scandinavi, quindi soltanto gli organi di governo possono richiedere il parere alla Consulta affinché i giudici decidano se una legge è anticostituzionale o meno. Pensate anche in Messico, non certo il Paese con il massimo della democrazia, esiste il sindacato diffuso di costituzionalità denominato Giudizio di Amparo ispirato alla Costituzione spagnola.

Serve a ottenere la tutela dei diritti fondamentali e delle garanzie costituzionali quando questi sono stati violati da un atto delle autorità pubbliche, affidando la decisione finale alla Corte Suprema o alla Corte Costituzionale, come nel caso spagnolo. In Italia invece i semplici cittadini non hanno il diritto di adire la Corte Costituzionale, e quando ci troviamo di fronte, come in questo caso, a una possibile violazione dei nostri diritti da parte di autorità pubbliche, dobbiamo soltanto sperare che gli organi di governo si adoperino per ricorrere alla Corte Costituzionale. Ma come si dice dalle mie parti, tra cani non si mozzicano e non ci resta che sperare nel futuro presidente della Regione Campania di centrodestra o centrosinistra che sia, affinché - conclude Spinelli - riprenda in mano questa legge e dia la possibilità anche alle minoranze di esprimersi all'interno delle comunità montane. Noi siamo pronti a manifestare davanti al palazzo regionale della Campania per il ripristino della democrazia”.

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