Salute e Benessere
A Cura della giornalista Valentina Busiello L’Evento nascita è un evento centrale e fra i più significativi nella vita umana e della famiglia in generale e da un punto di vista biologico.
Abbiamo incontrato nella citta’ di Baronissi di Salerno, in un bellissimo studio medico in stile classico e di nicchia, il Professore Raffaele Petta, stimato e conosciutissimo Professore specializzato nella branca della ginecologia per donne giovani e di eta’ adulte, esperto nell’evento nascita soprattutto in donne che hanno superato i 40 - 45 e 50 anni di eta’.
Afferma: “Anche superati i 40 anni c’è la possibilita’ di concepimento e di realizzare il sogno di diventare mamme. Questa e’ una realta’ quotidiana – il nostro pane quotidiano”.
Il Professore Petta ha un’esperienza straordinaria nell’ambito della ginecologia, della fecondazione assistita, e dell’evento nascita quale branca di specialita’, dove aiuta soprattutto le donne di eta’ piu’ avanzate a far nascere la vita umana, con uno straordinario approccio alla nascita. Di nicchia e molto riservato.
Opera la sua professione presso il Centro di Fecondazione Assistita di Napoli, nella citta’ di Salerno presso il Centro Alesan (dove c’è un’alta Chirurgia Ambulatoriale Polispecialistica), presso l’Istituto di Nocera, la Clinica Malzoni della citta’ di Avellino per eccellenza, e lo studio medico di Baronissi in Salerno dove il Professore Petta afferma: “E’ la mia prigione dorata” dove tutto è iniziato”.
Centro di Fecondazione Assistita (CFA). Professore Petta, ci illustra la sua specialita’ in Fecondazione Assistita, partendo dalla sua carriera?
Ho iniziato come medico ospedaliero, dove ho diretto l’Unita’ Operativa di Ginecologia sulla gravidanza a rischio dell’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno, dopodiche’ ho avviato un percorso direzione del servizio di gravidanza a rischio del CFA Centro di Fecondazione Assistita della citta’ di Napoli situato in Via Torquato Tasso, che ha come direttore il Professore Brian Dale, Ricercatore specializzato a livello mondiale in fecondazione assistita, ha collaborato con lo scienziato Edwards (pioniere della fecondazione in vitro ad aver fatto nascere la prima bambina in provetta), nato a Stockport (Inghilterra),vanta più di quaranta anni di esperienza nel campo della riproduzione. A lui si deve l’introduzione della tecnica ICSI in Italia, Svizzera e Medio Oriente. Inoltre ha brevettato diverse strumentazioni (CODA) e tecniche nel campo della riproduzione assistita (AOT). In particolare, sistemi per assicurare ambienti atossici per le colture dell’embrione umano in vitro e per la semplificazione delle tecniche di PMA.
Il CFA Centro di Fecondazione Assistita e’ considerato uno dei migliori centri d’Italia, dove abbiamo avuto delle grandi soddisfazioni, poiche’ ci siamo specializzati soprattutto nel campo della ricerca di gravidanza in donne di eta’ superiore ai 38 anni.
Ad oggi il percorso riproduttivo nelle donne e’ completamente cambiato rispetto ad alcuni decenni fa’, poiche’ attualmente gli obiettivi delle donne sono completamente diversi, ad oggi le donne si affermano prima nel settore della formazione, poi nel settore della carriera lavorativa, e dopo in quello affettivo dove la ricerca della gravidanza viene preceduto prima da un periodo di conoscenza approfondita tra due persone, tra cui la convivenza, il matrimonio, e solamente alla fine di questo percorso avviene molto spesso il desiderio di concepire un figlio. Purtroppo il tempo scorre velocemente, dalla realizzazione della carriera lavorativa fino alla realizzazione dell’avere un figlio dove purtroppo e molto spesso le donne si trovano a fare i conti con il proprio orologio biologico, per cui dopo i 38 anni e’ difficile avere una gravidanza, e dopo i 40 anni e’ molto difficile, e dopo i 42/43 anni quasi impossibile.
La mia specialita’, nonche’ specializzazione e’ mirata nella ricerca in gravidanza in donne adulte di eta’, dove si propone la dove e’ possibile una Fecondazione Omologa, con i propri ovuli-ovociti, soprattutto con un ringiovanimento ovarico (cercando di migliorare la capacita’ riproduttiva somministrando delle sostanze a livello ovarico).
Oppure, facciamo ricorso alla “Fecondazione Eterologa” (che consiste nell’utilizzo di ovociti donati attraverso una tacnica suddivisa in tre opzioni; la prima – e’ quella degli ovociti propri congelati, che ha il vantaggio di essere eseguita in Italia ed in tempi brevi e con una buona percentuale di concepimento, dove questa tecnica ha sia dei vantaggi, che svantaggi il quale nel caso di svantaggio l’ovocito nel processo di congelamento e di scongelamento potrebbe accadere che si deteriora, oppure che la blastocisti non è delle migliori qualita’, per cui la percentuale di successo del concepimento si aggira intorno al 30%. Dai 44 anni in poi consigliamo la Fecondazione Eterologa con gli ovociti propri della donna, oppure donati.
Nella seconda modalita’, invece, prevede il viaggio all’Estero, dove c’è una donatrice proveniente da un Paese estero come la Spagna, Repubblica Ceca, ecc, che viene stimolata, dove nel momento in cui la donna che dona e’ pronta, parte cosi’ la coppia di coniugi dall’Italia. Dove vengono prelevati gli ovociti, vengono fertilizzati al fresco e le blastocisti vengono trasferite al fresco. Dove c’è un tempo stabilito intorno alle 24 ore per ricevere l’embrione. La percentuale di successo in questi casi e’ del 50%.
Professore Petta, nel processo di congelamento e scongelamento di ovociti, e’ possibile realizzare lo stesso percorso per gli spermatozoi?
Il processo di congelamento e scongelamento degli spermatozoi suscita un buon riscontro. Si fa ricorso al congelamento del seme, dello spermatozoo, in uno dei nostri centri esteri, dove nel momento in cui la donna donatrice e’ pronta, allora si prelevano gli ovociti, si scongela il seme, e si fertilizzano gli ovociti, dove si formano gli embrioni all’Estero, mentre la coppia e’ in Italia.
Da oltre e circa 40 anni fa, sono nati dei bambini attraverso il processo di congelamento e scongelamento dello spermatozoo. Gli embrioni congelati resistono benissimo a questo processo. Soprattutto nei cicli omologhi, cioè quelli realizzati con i propri ovociti, non si trasferisce lo stesso mese, ma dopo qualche mese successivo, poiche’ si e’ visto attraverso approfonditi studi, che un utero riposato (cioè non sottoposto a stimolazioni) risponde meglio all’accudimento della blastocisti, in modo da realizzare una buona percentuale del 80% di successo al concepimento alla nascita.
Professore Petta, molto spesso sentiamo parlare di aborto spontaneo nelle giovani donne, secondo lei quali possono essere le cause per forza maggiore e come curare questo fenomeno?
Molto spesso una causa di aborto puo’ avvenire in seguito a delle infezioni latenti, anomalie cromosomiche, oppure malformazioni di embrioni ed incompatibilita’. Su questo tema si studia a fondo l’utero in generale, ma anche la donna. Nello studio dell’utero, come indagine principe, utilizziamo l'isteroscopia (che è una procedura ginecologica di tipo endoscopico che permette di osservare dall'interno l'utero ed eventualmente attuare un'azione terapeutica), che va a studiare appunto la cavita’ uterina, evidenziando se c’è la presenza di fibromi, di infezioni. Eseguiamo una ricerca delle “Cellule Natural killer o cellule NK” sono una classe di cellule citotossiche del sistema immunitario, particolarmente importanti nel riconoscimento e distruzione di cellule cancerose o infette da virus, che possono bloccare il concepimento. Molto spesso riusciamo a portare alla luce un ottimo risultato su questa patologia.