A Biografilm Festival 2026, in anteprima assoluta, "Lo spazio vuoto" di Stefano P. Testa e Alberto Ceresoli, presenti alla proiezione, assieme alle produttrici Nadia Ghisalberti di Perseo Film e Giorgia Goi di Lab 80.

A Biografilm Festival 2026 “Lo spazio vuoto” di Stefano P. Testa e Alberto Ceresoli racconta il viaggio di Alberto alla ricerca della memoria della madre biologica, Luisa De Santis, morta a 19 anni, tra testimonianze, immagini e ricordi familiari. La ricostruzione di una presenza perduta della madre mai conosciuta.
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Ancona, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Al Cinema Lumière, per Biografilm fFestival 2026, in anteprima assoluta "Lo spazio vuoto" (96’, 2026) di Stefano P. Testa Alberto Ceresoli, presenti alla proiezione, assieme alle produttrici Nadia Ghisalberti di Perseo Film e Giorgia Goi di Lab 80. 

La notte del 13 ottobre 1990, Luisa De Santis a soli 19 anni.si getta dal sesto piano dell'ospedale di Montichiari poche ore dopo aver dato alla luce il suo secondo figlio, Alberto.

 Alberto e il fratello vengono adottati, crescono senza alcun ricordo dei genitori biologici. Oltre trent'anni dopo, quel vuoto diventa il punto di partenza di un viaggio: non un'indagine, non una denuncia, ma una ricomposizione paziente e dolente di una memoria perduta.

La storia vera di una madre mai conosciuta, Luisa, che, a soli 19 anni, si tolse la vita poche ore dopo il secondo parto, raccontata da Alberto, il primo figlio che cerca di capirla, rivederla, attraverso le narrazioni delle persone della sua vita.

"Lo spazio vuoto"  ricostruisce lentamente, quasi assieme a noi, una presenza perduta attraverso la ricerca puntuale di fotografie, testimonianze, filmati, della madre morta suicida giovanissima, olre 30 anni fa.

 Lo scorrere lento e denso di tensioni, ma anche di coraggio umano, in un viaggio emozionante tra memoria, identità, ricerca delle proprie origini. Madre e figlio accomunati dallo sresso sorriso, unico segno che resta oggi per rivedere chi se n'è andata troppo presto,.

 Scorrono le immagini di luoghi deserti, in attesa di segnali, ascoltiamo musiche tristi, anche due brani di Vinicio Capossela,

 Le parole del fratello, del marito e della sua figlia, della amica di scuola e di lavoro, nella ricerca diretta di una memoria oggi, fino ai profumi di allora, ancora presenti.

Fuori campo, il figlio scrive i suoi ricordi, immagina un oggi diverso, nel segno dell'amore.

 Così Stefano P. Testa, co-regista:


“Nel 2022 Alberto mi ha contattato proponendomi l’idea di realizzare un film documentario sulla storia di Luisa De Santis, sua madre biologica. Non conoscevo la sua storia famigliare, ma dopo averla ascoltata ho accettato subito. Il soggetto mi interessava profondamente, per il suo carattere intimo e tragico, in continuità con i temi che avevo già esplorato nei miei lavori precedenti. Avevo però qualche esitazione rispetto alla co-regia: per me era la prima esperienza, così come per Alberto il primo confronto con il linguaggio del cinema. Questi dubbi si sono dissipati rapidamente. Fin dall’inizio abbiamo riconosciuto una forte affinità sul piano estetico, narrativo e poetico." 

Regia

Stefano P. Testa e Alberto Ceresoli

Paese

Italia

Durata

96’

Formato

1,33:1

Lingua

Italiano

Durata

96’

Fotografia

Stefano P. Testa

Montaggio

Stefano P. Testa

Musica

Vinicio Capossela, William Limonta

Suono

Nicola Gualandris

Interpreti

Anna Giordano, Giuseppina Tomasoni, Gerardo De Santis, Monica Panada, Romolo Poffa

Produzione

Lab 80 film, PERSEOfilm

Soggetto

Alberto Ceresoli, Carmela Cosco

Traduzione e sottotitoli

Luisa Massey

 

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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