"Le siège de Corinthe", con il Maestro Carlo Rizzi alla direzione dell' Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e la regia di Davide Livermore, apre il Rossini Opera Festival all’Auditorium Scavolini martedì 11 agosto 2026

"La scala di seta" al Teatro Rossini dal 13 agosto, nell’allestimento pensato da Damiano Michieletto e con la direzione del messicano Iván López-Reynoso, ancora con L'Orchestra del TCBO che chiude il Festival (23 agosto) con il celebre Stabat Mater. In programma anche il recital Flórez 30 – che celebra il trentennale del debutto di Juan Diego Flórez al ROF – il 18 agosto Auditorium Scavolini
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 È l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna ad aprire e chiudere la 47ª edizione del Rossini Opera Festival: la fondazione lirico-sinfonica felsinea inaugura infatti la kermesse pesarese con una nuova produzione di Le siège de Corinthe, dall’11 agosto all’Auditorium Scavolini, e la chiude nello stesso luogo il 23 agosto con il celebre Stabat Mater. In programma anche La scala di seta, al Teatro Rossini dal 13 agosto e il recital Flórez 30 – che celebra il trentennale del debutto di Juan Diego Flórez al ROF – il 18 agosto all’Auditorium Scavolini. Le prime recite dei due titoli lirici – rispettivamente l’11 e il 13 agosto alle 19.00 e alle 20.00 – sono anche trasmesse in diretta su Rai Radio3.

C'è l’idea della deriva distruttiva della modernità nei confronti della bellezza costruita dall’uomo nel passato al centro del nuovo allestimento di Le siège de Corinthe, ideato per l’occasione da Davide Livermore.

 La tragédie lyrique in tre atti nell’originale versione francese è in programma martedì 11 agosto alle 19 all’Auditorium Scavolini, con repliche il 14, 17 e 21 agosto. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Ventidio Basso – preparato da Pasquale Veleno – sale Carlo Rizzi, storica presenza al Festival che ha diretto anche presso istituzioni come l’Opera National de Paris, il Teatro Real Madrid e la Lyric Opera of Chicago. Nel cast della produzione sono impegnati Adrian Sâmpetrean (Mahomet), Matteo Roma (Cléomène), Vasilisa Berzhanskaya (Pamyra), Maxim Mironov (Néoclès), Simón Orfila (Hièros), Tianxuefei Sun (Adraste), Giuseppe De Luca (Omar) e Anna-Doris Capitelli (Ismène). Livermore firma anche le scene assieme ad Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cucco, mentre il video-design è ideato da D-Wok, i costumi da Gianluca Falaschi, le coreografie da Erika Rombaldoni, le luci da Nicolas Bovey.   

"La scala di seta" torna al ROF – dove debuttò nel 2009 – nell’allestimento pensato da Damiano Michieletto e con la direzione del messicano Iván López-Reynoso, che ha già diretto sui palcoscenici di istituzioni come l’Opernhaus Zürich, la Santa Fe Opera e la Dallas Opera. La farsa comica in un atto è in programma da giovedì 13 agosto alle ore 20 al Teatro Rossini, con repliche il 16, 19 e 22 agosto. Le scene e i costumi sono affidati a Paolo Fantin, mentre le luci ad Alessandro Carletti. Nel cast figurano Alasdair Kent come Dorvil, Hasmik Torosyan come Giulia, Paolo Bordogna come Germano e Iurii Samoilov come Blansac, mentre Enrico Iviglia è Dormont e Mara Gaudenzi è Lucilla. 

L’Orchestra del TCBO è infine protagonista anche di due concerti: con “Flórez 30” si festeggiano i 30 anni dal debutto del grande tenore al Festival, con un recital nuovamente affidato alla bacchetta di Iván López-Reynoso. Il programma della serata – martedì 18 agosto alle ore 20 all’Auditorium Scavolini – propone musiche, oltre che di Rossini, di Jules Massenet, Charles Gounod, Jacques Offenbach e Gaetano Donizetti.

 È invece il direttore spagnolo Ramón Tebar a salire sul podio per l’ultimo appuntamento del festival – domenica 23 agosto alle 20.30 all’Auditorium Scavolini – dedicato allo Stabat Mater per soli, coro e orchestra, che vede come solisti Vasilisa Berzhanskaya, Anna-Doris Capitelli, Dmitry Korchak, Adrian Sâmpetrean. Il concerto verrà video-proiettato in diretta in Piazza del Popolo. Ad entrambe le serate prenderà parte anche il Coro del Teatro Ventidio Basso, preparato da Pasquale Veleno. 

Ufficio Stampa

Giancarlo Garoia
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