Ecosistema del Farmaco: quando la salute diventa geopolitica
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Il farmaco come nuova infrastruttura strategica globale, al centro di dinamiche che intrecciano salute, economia, sicurezza e politica. È questo il messaggio emerso dalla presentazione del volume di Claudio Cricelli e Federico Serra, svoltasi nei giorni scorsi presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini”, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica e dell’industria.
Il dibattito ha evidenziato come il farmaco non sia più soltanto uno strumento terapeutico, ma una leva geopolitica. “Oggi il farmaco è diventato il nuovo petrolio geopolitico”, ha sottolineato Federico Serra, evidenziando come ricerca, produzione e distribuzione incidano direttamente sugli equilibri globali, sulla sicurezza nazionale e sull’autonomia industriale dei Paesi.
La pandemia da Covid-19 ha rappresentato uno spartiacque, mettendo in luce la fragilità delle filiere sanitarie e il valore strategico dell’accesso ai medicinali. In questo scenario, la salute si configura sempre più come un elemento di sovranità e stabilità collettiva. “Sanità e sistema del farmaco non sono mondi separati, ma un unico ecosistema”, ha ricordato Claudio Cricelli, evidenziando come la tenuta del sistema dipenda dalla solidità di ogni anello della filiera. Secondo E ha aggiunto di“democraticità apparente dell’accesso alle cure“, sottolinea quello che è un vero e proprio paradosso del sistema: tutti hanno nominalmente diritto a ricevere assistenza sanitaria, ma spesso le persone non vengono curate in modo adeguato, giacché esse hanno accesso alla terapia farmacologica ma non alla diagnostica.
Francesco Saverio Mennini, Capo Dipartimento della programmazione al Ministero della Salute, ha evidenziato che le tecnologie sanitarie e il farmaco sono state considerate come parti di uno stesso ecosistema: analizzare e comprendere i fabbisogni particolari di chi si accosta alle cure è l’unico modo per produrre effetti positivi e creare un sistema che assicuri il benessere di tutti. “Siamo un paese attrattivo ma dobbiamo aggiornarci a ciò che accade all’esterno“, ha sottolineato inoltre Mennini ricordando come la vera sfida sia valorizzare politiche che possano attrarre ricerca e innovazione all’interno del Paese. Il dibattito sull’ecosistema del farmaco si inserisce in una riflessione più ampia sulla governance della salute come bene comune. Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio sulla Salute bene comune dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e chair della Mission Board for Cancer della Commissione europea, ha richiamato la necessità di un approccio sistemico e orientato alle missioni. “ I problemi sanitari sono complessi e adattativi e dipendono dalla qualità degli stakeholder”.

Secondo Ricciardi, la salute deve essere considerata una priorità strategica capace di orientare scelte industriali e politiche pubbliche. Ciò richiede competenze di governance, definizione chiara delle priorità e la costruzione di coalizioni sociali capaci di sostenere le politiche di lungo periodo. Nel corso dell’evento è emersa con forza la necessità di un approccio integrato. Il futuro non sarà determinato da un singolo attore, ma dalla capacità di costruire sinergie tra istituzioni, industria e ricerca. Ampio spazio è stato dedicato al tema della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, sempre più esposto a pressioni legate all’aumento della spesa e alle tensioni internazionali sulle filiere produttive.
“Quando la risposta ai bisogni primari dipende da attori esterni, la salute diventa un asset strategico influenzabile”, ha dichiarato Massimiliano Fedriga, presidente della regione Friuli Venezia Giulia. Pierluigi Russo direttore tecnico- scientifico di Aifa, ha evidenziato l’importanza di nuovi strumenti basati su dati e intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza del sistema e individuare aree di inappropriatezza prescrittiva. Il dibattito ha inoltre messo in luce il valore degli investimenti nel settore farmaceutico come leva per la sostenibilità complessiva del sistema sanitario. L’integrazione tra ospedale e territorio, insieme a modelli distributivi più efficienti, può contribuire a ridurre altri costi sanitari, garantendo al contempo qualità e accesso alle cure.
Il Presidente di Egualia Riccardo Zagaria, ha ricordato che siamo primi in Europa per quanto riguarda la produzione di farmaci. E ha aggiunto che il comparto dei farmaci equivalenti rappresenta un elemento chiave per la sostenibilità del sistema, avendo contribuito negli ultimi anni a liberare importanti risorse economiche e a garantire continuità nell’accesso ai trattamenti. Tuttavia, persistono criticità legate alla dipendenza dall’estero per i principi attivi – in particolare da India e Cina – e ai possibili impatti delle tensioni geopolitiche su costi e disponibilità dei farmaci. Il messaggio condiviso emerso è che nel XXI secolo, la misura del potere non sarà la capacità di dominare, ma quella di garantire cura, accesso ed equità.
Gli autori
Federico Serra - è esperto di politiche pubbliche per la salute e la sostenibilità. Presidente del Health City Institute e dell’International Public Policy Advocacy Association, Segretario Generale dell’Osservatorio sulla salute bene comune dell’Università̀ Cattolica Sacro Cuore e Senior membership del Royal Institute of International Affairs, ha promosso numerosi programmi dedicati alla salute urbana, alla diplomazia sanitaria e alla prevenzione delle malattie croniche. Autore di saggi e articoli su salute globale e governance, unisce alla sua esperienza istituzionale una visione culturale e umanistica della salute come bene comune.
Claudio Cricelli - è medico, docente e divulgatore scientifico. Presidente emerito della Società̀ Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), è da anni punto di riferimento nel dibattito sulla sanità pubblica, l’appropriatezza prescrittiva e l’innovazione terapeutica. Autore di numerose pubblicazioni e relatore in sedi nazionali e internazionali, ha contribuito a ridefinire il ruolo del medico di famiglia nel sistema sanitario contemporaneo, promuovendo un approccio centrato sul paziente, sulla prevenzione e sulla sostenibilità̀ della cura.
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