Enrico Peppe e “Pop-Shuffle”: operazione di recupero riuscita o nostalgia del nastro?

Portare in streaming un brano del 2006 registrato in analogico non è di per sé un atto di coraggio, ma può diventarlo se il brano regge.
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“Pop-Shuffle” di Enrico Peppe, estratto dall’album “Indole Scalena”, regge. Non sempre e non ovunque, ma nella sua sostanza tiene. L’idea ritmica alla base del brano è solida: un tempo in 4/4 a 163 bpm con una suddivisione irregolare che genera un’ondulazione percettiva costante. Viene in mente la fase più sperimentale di Franco Battiato, quella degli anni ’70 in cui il ritmo diventava un dispositivo percettivo prima ancora che musicale. Peppe non cita Battiato, e probabilmente non ci pensa, ma la parentela funzionale c’è. Il problema, ed è giusto dirlo, è che l’arrangiamento densissimo lascia poco spazio alla voce e alle melodie. La saturazione totale del nastro è una scelta stilistica precisa, ma in alcuni momenti la sensazione è quella di un brano che si chiude su se stesso invece di aprirsi verso l’ascoltatore. Non è un difetto che compromette il tutto, ma è un limite che un ascoltatore onesto nota. Il profilo di Peppe è quello di un artista fieramente indipendente: bassista nei gruppi cover dei Genesis, collezionista di vinili, autore di concept album ambiziosi. “Pop-Shuffle” non è il suo lavoro più complesso, ma è forse il più immediato. E a volte l’immediatezza è esattamente quello che serve.

 

Ascolta “Pop-Shuffle” di Enrico Peppe su SoundCloud

 

Ufficio Stampa

Cristiano Romanelli
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cris.autore@hotmail.it

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