Duty of Care – prendersi cura del proprio personale all'estero
Crown World Mobility ha recentemente pubblicato un white paper che riguarda il Duty of Care – il dovere del datore di lavoro di prendersi cura del proprio personale all’estero. La gestione della sicurezza e dei rischi per gli assegnatari internazionali non è una novità. Tradizionalmente ci si è focalizzati sull’assistenza medica nei casi di emergenza e sull’applicazione di misure di sicurezza nelle località avverse e ad alto rischio. Di recente però ci sono stati due cambiamenti sostanziali.
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Crown World Mobility ha recentemente pubblicato un white paper che riguarda il Duty of Care – il dovere del datore di lavoro di prendersi cura del proprio personale all’estero. La gestione della sicurezza e dei rischi per gli assegnatari internazionali non è una novità. Tradizionalmente ci si è focalizzati sull’assistenza medica nei casi di emergenza e sull’applicazione di misure di sicurezza nelle località avverse e ad alto rischio. Di recente però ci sono stati due cambiamenti sostanziali: l’incerta stabilità futura nelle località meno remote e ad alto rischio nonché il crescente uso della modalità fai-da-te (FDT) fra i dipendenti di molte aziende. I professionisti esperti di mobilità possono citare facilmente degli accadimenti mondiali che hanno aiutato le aziende ad acquisire una maggiore consapevolezza sull’importanza del Duty of Care per gli espatriati e per chi viaggia per lavoro, come ad esempio il disastroso tsunami in Giappone nel 2011 o i recenti attacchi terroristici in Europa. Queste esperienze, combinate alla popolarità delle opzioni FDT (specie nella pianificazione dei viaggi) e al miglioramento delle tecnologie (conoscere la posizione dei dipendenti in qualsiasi momento), rendono sempre più forte il bisogno del Duty of Care.Crown World Mobility, azienda che si occupa della gestione dei talenti a livello internazionale, ha analizzato oltre 60 aziende di settori e località diversi per scoprire se e in quale misura questi fattori hanno innescato nuove strategie e atteggiamenti in merito al Duty of Care per gli incarichi internazionali. Le risposte sono state ampie e si raggruppano in tre categorie:
1. Supporto fornito nelle destinazioni ad alto rischio
2. Incontri generici e risorse di comunicazione fornite agli assegnatari internazionali (disponibili anche per alcuni viaggiatori aziendali)
3. Risorse di travel tracking
L’attuale situazione di incertezza causata in primo luogo dalla minaccia del terrorismo, aumenta l’interesse sul fatto che le aziende abbiano in atto un protocollo per comunicare con gli espatriati durante una crisi su larga scala. La maggior parte delle aziende (66%) afferma di avere in essere un protocollo, tuttavia il 34% al momento non ne ha uno. La capacità di rintracciare gli assegnatari e i viaggiatori diventerà essenziale in questo ambito. Le procedure di tracking spaziano dalle aziende con soluzioni tecnologiche formali, all’uso dei più comuni metodi di comunicazione (sms ed e-mail) fino alle aziende registrate con soluzioni esterne di assistenza per il viaggio, come ISOS. Come indicato in precedenza, il 26% delle aziende ha oltre 500 assegnatari internazionali. Delle restanti aziende che hanno partecipato a questa inchiesta, circa la metà (43%) ha 10 assegnatari o meno. Di conseguenza sono necessarie soluzioni orientate ai programmi anziché un approccio unitario e generico.
L’inchiesta di Crown World Mobility ha anche valutato se eventi recenti hanno innescato o meno dei nuovi approcci verso il Duty of Care. La metà delle aziende (51%) non ha apportato alcuna modifica al proprio approccio. Un’azienda ha indicato di avere già un approccio scrupoloso e di non sentire quindi l’esigenza di effettuare ulteriori cambiamenti al momento. Un esempio di una delle migliori strategie pratiche è quella di avere un gruppo di stakeholder, un team plurifunzionale che includa RU, mobilità globale, dirigenza aziendale e responsabili dei viaggi aziendali. Sarebbe realistico attuare un gruppo di stakeholder o una task-force in aziende di qualsiasi dimensione, anche nelle piccole imprese con meno infrastrutture. 21% dei partecipanti ha iniziato a usare questo approccio in seguito agli eventi recenti.
Come parte di questa inchiesta Crown ha voluto identificare le politiche in atto per rispondere all’approccio DFT nonché registrare le preoccupazioni in merito al Duty of Care che i team di mobilità globale e le associazioni hanno nell’affrontare questi inevitabili cambiamenti. Recentemente Phocuswright, un’azienda specializzata in ricerche di mercato sui viaggi, ha rilevato che il 31% dei viaggiatori che ha usato Airbnb negli ultimi due anni, lo ha fatto per affari. Crown World Mobility e l’intero settore stanno affrontando questo cambiamento verso la “mobilità Uber”. La capacità di avere informazioni a portata di clic, usare soluzioni e strumenti online per visualizzare informazioni, identificare opzioni, organizzare spostamenti e fare selezioni e acquisti, continua a crescere. Nonostante ciò, alcune aziende non hanno ancora considerato queste opzioni nelle questioni legate alla mobilità oppure hanno appena iniziato a prendere in considerazione tali cambiamenti. Le risposte hanno evidenziato gli approcci e le preoccupazioni in merito al crescente uso delle soluzioni FDT nella mobilità. Molti approcci politici descritti riguardano il tracking e il controllo, mentre numerose preoccupazioni espresse riflettano l’incertezza in merito all’approccio FDT nell’affrontare questioni legate alla sicurezza, alla qualità e al controllo che la maggior parte delle aziende richiedono. Crown ritiene che questo settore debba essere monitorato e che le tecnologie e le tendenze si stiano muovendo più velocemente rispetto alle linee guida e alle politiche in atto.
Conclusioni
Tutte le aziende si preoccupano molto del benessere e della sicurezza dei propri dipendenti. Tradizionalmente il Duty of Care per gli assegnatari internazionali si è focalizzato su:
• Compliance durante l’immigrazione
• Assistenza sanitaria
• Evacuazioni di emergenza
• Fornire misure di sicurezza di livello elevato per i dipendenti in località ad alto rischio
Oggi la definizione di Duty of Care per i trasferimenti internazionali sta cambiando. Questa svolta è in parte dovuta al fatto che l’incertezza in merito alla sicurezza degli assegnatari e delle loro famiglie sta diventando la “nuova normalità” ovunque, non solo nelle destinazioni tradizionalmente considerate ad alto rischio. Un altro fattore scatenante è lo sviluppo tecnologico e una generale preferenza per gli approcci FDT, immediati e autonomi.
Cinque consigli per gli esperti di mobilità globale:
1. Valutate e aggiornate la definizione di Duty of Care per gli assegnatari internazionali della vostra organizzazione. Attualmente si focalizza su presupposti tradizionali come le emergenze sanitarie e la sicurezza nelle località ad alto rischio?

3. Una strategia usata dal 51% delle aziende è un gruppo multifunzionale di stakeholder. Quanto strettamente il vostro team di mobilità globale comunica con quello della sicurezza aziendale in merito alla sicurezza degli assegnatari e delle famiglie? Organizzate un meeting fra gli stakeholder degli assegnatari per discutere questo articolo e l’attuale strategia di Duty of Care per la mobilità globale. Quali sono i punti di forza della vostra azienda e cosa si può migliorare?
4. Esistono delle risorse esterne che si sono specializzate nel garantire la sicurezza per i vostri dipendenti. Esse possono aiutarvi nel fornire informazioni in caso di crisi, nel rintracciare i dipendenti e offrire conoscenze ed esperienze sui programmi di mobilità globale di qualsiasi entità. Valutate i loro programmi per decidere se c’è un’opzione adatta per la vostra organizzazione.
5. In virtù della crescente richiesta di fornire maggiore flessibilità ai dipendenti, spesso utilizzando soluzioni FDT e opzioni di cassa per certe fasi del trasferimento, questo è il momento giusto per discutere queste tendenze e il livello di controllo necessario per raggiungere gli obiettivi di Duty of Care con la vostra organizzazione. La cultura aziendale, le caratteristiche demografiche dei dipendenti, l’entità dei programmi e le destinazioni di trasferimento sono alcune delle variabili che influenzano il livello di tolleranza del rischio delle aziende in merito agli approcci FDT.
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Crown World Mobility
Crown World Mobility (crownworldmobility.com) si occupa della gestione dei talenti in azienda a livello internazionale fornendo servizi di trasferimento e di mobilità globale per i dipendenti. Crown gestisce programmi di mobilità professionale su misura con un servizio completo che va dalla progettazione alla gestione di un team globale di dipendenti. Tramite una rete di oltre 200 uffici in 56 paesi Crown fornisce soluzioni per il trasferimento del personale che riguardano servizi a destinazione, assistenza a dipendenti e familiari, servizi per l’immigrazione e servizi di trasporto. Crown World Mobility fa parte del gruppo Crown Worldwide (crownworldwide.com), una società privata, fondata nel 1965 con sede in Hong Kong.
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