Ado, 25 anni di Hospice: due giornate dedicate al paziente fragile e al futuro delle cure palliative

Lo scorso weekend un convegno organizzato per l’anniversario della Fondazione. Un confronto tra professionisti sanitari, istituzioni, volontariato e comunità per celebrare un quarto di secolo di assistenza alle persone e alle loro famiglie.
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Venticinque anni accanto alle persone più fragili e alle loro famiglie. Fondazione Ado Ets ha celebrato questo importante anniversario con il convegno “Il paziente fragile al centro”, organizzato da Delphi International, provider ECM.

Nata nel 1998 per offrire assistenza domiciliare oncologica, Ado ha inaugurato nel 2001 il suo primo Hospice in via Veneziani, una struttura con 12 posti letto. Da allora ha progressivamente ampliato la propria attività, diventando un punto di riferimento per le cure palliative nel Ferrarese, anche attraverso l’innovativa e funzionale struttura di via Oriana Fallaci. Oggi offre gratuitamente assistenza domiciliare, ambulatoriale e residenziale alle persone affette da patologie oncologiche e da malattie cronico-progressive e degenerative in fase avanzata, accompagnando anche le loro famiglie lungo il percorso di cura.

Cristina Coletti, assessore ai Servizi sociali del Comune di Ferrara è così intervenuta: «Celebrare i 25 anni di Ado significa riconoscere una presenza che, nel tempo, è diventata parte integrante del sistema di cura e di sostegno di pazienti e famiglie. In questi anni la Fondazione ha saputo accompagnare con umanità migliaia di persone e famiglie nei momenti più delicati, mettendo al centro non soltanto la cura, ma soprattutto la dignità, i bisogni e la qualità della vita di ogni persona. Come Amministrazione comunale siamo orgogliosi di poter condividere questo anniversario e di collaborare da anni con una realtà che rappresenta un patrimonio prezioso per Ferrara. Le cure palliative richiedono competenze, professionalità e una forte capacità di ascolto, ma anche una comunità capace di non lasciare sole le persone fragili e chi si prende cura di loro. Questo convegno è quindi un’occasione importante non solo per guardare al percorso compiuto, ma anche per confrontarsi sulle sfide future e continuare a costruire, insieme tra istituzioni, sanità, Terzo Settore e volontariato, risposte sempre più attente».

«Venticinque anni fa inauguravamo il nostro primo Hospice in via Veneziani, ma la storia di Ado era iniziata ancora prima, con l’assistenza domiciliare oncologica, che rimane una parte fondamentale della nostra missione – ha ricordato la presidente Gisella Rossi –. Oggi disponiamo di una struttura molto più grande in via Oriana Fallaci, con venti stanze e con un ambulatorio di cure palliative, pensata non soltanto per gli ospiti ma anche per le loro famiglie. Gestiamo inoltre 11 posti letto a Codigoro, in collaborazione integrata con l’AUSL, e continuiamo a garantire assistenza domiciliare in tutta la provincia».

«Abbiamo voluto mostrare anche l’animo non prettamente sanitario delle cure palliative e raccontare ciò che Ado fa per prendersi cura delle persone in modo completo, fin dal principio del percorso della malattia – ha spiegato il dottor Franco Ravenna –. Le cure palliative possono essere attivate precocemente, anche in parallelo alle cure attive: sono rivolte alla persona e non alla malattia e offrono aiuto anche a chi si prende cura dei malati».

Sabato il programma ha assunto un carattere più scientifico e formativo, con tre simposi dedicati alle principali problematiche cliniche e assistenziali delle persone fragili. «Individuare e gestire il paziente fragile è una sfida sempre più complessa per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, destinata a crescere anche in conseguenza dell’invecchiamento della popolazione – ha sottolineato il professor Vincenzo Gasbarro –. Le persone affette da malattie oncologiche o croniche gravi presentano bisogni clinici e sociali che richiedono nuovi modelli di presa in carico e una stretta collaborazione tra sistema sanitario territoriale ed enti del Terzo Settore».

Un impegno che rinnova il principio alla base dell’attività di Ado: mettere al centro la persona fragile, tutelarne la dignità e la qualità di vita e accompagnarla, insieme alla sua famiglia, con competenza e umanità.

 

Ufficio Stampa

Leonardo Rosa
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