A Vicovaro presunto attentato contro i diritti politici del cittadino, boicottato il comizio di chiusura campagna elettorale dell'Italia dei Diritti De Pierro
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Vicovaro è stata teatro ieri 21 maggio 2026 di un episodio che ha visto coinvolti candidata sindaca e vertici del movimento Italia dei Diritti De Pierro presente con una propria lista alle amministrative del 24 e 25 maggio prossimo, ai quali è stato impedito il regolare svolgimento del comizio di chiusura campagna elettorale in piazza San Pietro come spiega Carlo Spinelli segretario provinciale romano e responsabile per la Politica Interna del movimento presieduto dal giornalista Antonello De Pierro:" Quanto successo ieri rappresenta un grave atto di violazione dello svolgimento della campagna elettorale a Vicovaro. Con Ordinanza Sindacale n. 21 Registro Generale n. 25 del 14 maggio 2026, la commissaria prefettizia del comune di Vicovaro disponeva la chiusura al traffico veicolare in un orario compreso tra le ore 17 e le ore 21 di piazza San Pietro, per permettere il regolare svolgimento del comizio di chiusura campagna elettorale della candidata sindaca Mariacarmela Celentano, dei candidati consiglieri e dei rappresentanti del nostro movimento.
Tale ordinanza è stata trasmessa anche al comando di Polizia Municipale di Vicovaro e alla locale stazione dei Carabinieri, ma sorprendentemente all'arrivo in loco degli esponenti IdD, l'area era sprovvista di transenne, i veicoli oltre a essere parcheggiati nella zona dove si sarebbe dovuto tenere il comizio, transitavano regolarmente mettendo a rischio la sicurezza sia degli oratori, che delle persone accorse per assistere al comizio, inoltre non si registravano le presenze ne dei Vigili Urbani, ne dei Carabinieri. I candidati presenti e il presidente del movimento Antonello De Pierro, tentavano comunque di aprire l'oratoria ma francamente andare avanti era impossibile perché il continuo transito delle autovetture non garantiva la sicurezza delle persone presenti. A condire il tutto poi ci si è messo un gruppo di clienti dei bar presenti sulla piazza che hanno iniziato a disturbare il comizio con insulti minacce e frasi irriguardose verso gli esponenti del movimento con il rischio che la situazione degenerasse in rissa vista anche l'assenza delle forze dell'ordine che avrebbero dovuto garantire la sicurezza.
I Carabinieri sono intervenuti soltanto dopo essere stati allertati tramite chiamata telefonica dal presidente Antonello De Pierro, e hanno subito cercato di riportare la calma e normalizzare una situazione che si era fatta incandescente. Si è chiusa così per Italia dei Diritti De Pierro - continua Spinelli - una campagna elettorale iniziata con menzogne, epiteti e nomi storpiati verso gli esponenti IdD attraverso chiacchericci di paese creati ad arte e diffusi tramite alcuni social a quanto sembra vicini al candidato sindaco Crielesi, che non ha mai preso le distanze da chi, nascondendosi dietro pseudonimi, si arroga il diritto di informare Vicovaro creando solo disinformazione screditando l'avversario politico.

E quando si imposta una campagna elettorale in questo modo, facilmente poi può degenerare in episodi spiacevoli anche se in questo caso, il tutto è dovuto a chi ha disatteso l'ordinanza della commissaria a iniziare dalla stessa che non si è accertata che la sua ordinanza venisse rispettata, alla Polizia Municipale che non era presente in loco, e alle forze dell'ordine intervenute soltanto dopo chiamata. Naturalmente Italia dei Diritti De Pierro si riserverà di portare la discussione nelle sedi competenti in quanto, a nostro avviso, si potrebbe ipotizzare la violazione dell'articolo 294 del c.p. ma questo nel caso dovessimo adire alle vie legali, sarà chi ne ha le competenze ad accertarlo.
Quello che posso dire e che noi combattiamo da sempre questo modo di fare politica atta a screditare con falsità il competitor politico e a boicottare la campagna elettorale altrui, cosa che fanno coloro che non hanno argomenti concreti da proporre all'elettorato. Indubbiamente la nostra presenza crea disturbo a chi, forse, ha qualche scheletro nell'armadio che non dovrebbe venire alla luce altrimenti non si spiega questo astio nei nostri confronti. Ripeto, la responsabilità maggiore si potrebbe imputare alla commissaria che non si è accertata che la sua ordinanza venisse osservata, ma ci chiediamo anche il perché - conclude Spinelli - chi doveva provvedere al posizionamento delle transenne e chi doveva vigilare sul rispetto dell'ordinanza e che il comizio si svolgesse in totale sicurezza, non lo abbia fatto".
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