Ispettori UNESCO ospiti a Morano Calabro (Cs)
L’Amministrazione comunale propone l’inserimento del centro storico nella rete Global Geoparks
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Morano ha ospitato ieri la Commissione UNESCO per la verifica dei requisiti necessari alla permanenza del Parco Nazionale del Pollino nella rete Global Geoparks.
Nella favorevole circostanza l’Amministrazione comunale ha avanzato proposta di inserimento del centro storico di Morano, o parte di esso, nella rete Geoparks. «I vantaggi di un’operazione del genere – affermano congiuntamente il sindaco Nicolò De Bartolo e il consigliere delegato alla Promozione del borgo, Mario Donadio – sono del tutto evidenti e potrebbero innescare aggiuntivi processi di sviluppo. E fuori dubbio che il visitatore moderno orienti le sue scelte anche in base alle certificazioni di qualità rilasciate dagli enti preposti in virtù di specifiche doti. E se siamo ritenuti uno dei Borghi più Belli d’Italia, siamo insigniti della Bandiera Arancione per il turismo dell’entroterra, ci fregiamo del titolo di Città d’Arte della Regione Calabria è perché sussistono le condizioni che consentono agli organismi deputati agli accertamenti periodici di confermarci con giudizi positivi. Perciò a coronamento di questo viatico intrapreso e condotto con determinazione nel corso degli anni, viatico che ha generato e continua ad attrarre flussi, ci apprestiamo a compiere un ulteriore passo avanti che dovrà approdare all’inclusione del nostro abitato antico nell’impianto UNESCO. Sarebbe oltremodo significativo – chiosano De Bartolo e Donadio - poter contare sull’appartenenza a un organismo che promuove la pace facendo leva sull’educazione, la scienza, la cultura e la collaborazione fra nazioni, sì da assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti i popoli, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione. Sarebbe significativo e foriero di nuovi orizzonti per tutta la comunità. Incoraggerebbe gli investimenti e favorirebbe il recupero, la rigenerazione e la valorizzazione del patrimonio abitativo. Insomma, innescherebbe sul piano culturale una vera e propria rivoluzione con effetti estesi e tangibili per tutto il tessuto socioeconomico».
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