Europa senza spina dorsale: l’irresponsabile memoria corta dei leader europei
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Le parole di Josep Borrell — secondo cui gli Stati Uniti “non possono più essere considerati alleati dell’Europa” — non sono semplicemente un’opinione infelice. Sono lo specchio di un atteggiamento diffuso nelle élite europee: quello di chi pretende autonomia strategica senza averne i presupposti. È un infantilismo geopolitico, il lusso di chi parla di sovranità senza averla mai esercitata davvero.
L’Europa, oggi, accusa gli Stati Uniti di unilateralismo, di imposizione, di egocentrismo strategico. Eppure, la storia documenta l’esatto contrario: senza l’intervento americano in due guerre mondiali, senza il sostegno economico nel dopoguerra, senza la deterrenza durante la Guerra fredda, il destino europeo sarebbe stato ben diverso.
Ignorare questo, o far finta che non conti, non è una posizione politica: è una rimozione psicologica.
Il punto essenziale è che l’Europa non è un soggetto politico pienamente formato. È un mosaico di sovranità parziali. Abbiamo un Parlamento che non decide, governi nazionali che si ignorano, e soprattutto nessuna capacità autonoma di difesa.
Eppure fingiamo che basti parlare “a nome dell’Europa” per avere un peso nel mondo.
Non funziona così.
Gli USA parlano con l’Europa solo quando devono — il più delle volte parlano con Berlino, Parigi, Londra, Varsavia. Perché quelle sono nazioni. L’UE non lo è.
C’è, da parte di certi europei, una fastidiosa postura moralista: giudicano l’America dall’alto di un continente che non è più fulcro del mondo. L’Europa sembra soffrire di una sindrome dell’ex potenza — convinta che le spetti ascolto, deferenza e consultazione semplicemente “per diritto storico”.
Ma il diritto storico non vale nulla nel presente. Vale la capacità di agire.
Borrell non ha torto quando denuncia che gli USA non consultano l’Europa.
Ma sbaglia completamente nel non chiedersi perché.
Perché consultare un partner che non riesce a parlare con voce unica?
Perché aspettare Bruxelles quando sono Parigi e Berlino a tirare i fili?
Perché trattare l’Europa come potenza quando è amministrazione?
L’Europa potrà essere alleata degli Stati Uniti solo quando sarà pari grado degli Stati Uniti. E non lo è oggi. Non lo è stata ieri. Non lo è mai stata dopo il 1945.
Finché continueremo a vivere di retorica europeista e di ambizioni senza strumenti, la realtà rimarrà questa:
l’Europa parla molto, decide poco e conta ancora meno.
Marco Baratto




