Economia
Hays Italia | Salari più bassi e minori opportunità di carriera: cresce l’insoddisfazione delle lavoratrici italiane | Giornata Internazionale della donna
L’insoddisfazione che molte professioniste vivono ogni giorno sul lavoro è sempre più evidente, con effetti che si riflettono inevitabilmente a livello aziendale. Secondo i dati della Salary Guide 2026 di Hays Italia [1], elaborati in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il divario di genere non riguarda solo l’accesso ai ruoli di responsabilità e alle retribuzioni più elevate, ma incide anche sulle aspettative per il futuro e sulla fiducia nelle opportunità offerte dal mercato del lavoro.
A livello di management, secondo la Salary Guide, il 76% delle posizioni più alte (Executive / C-level o director) è occupato da uomini, contro appena il 24% di donne. Questa tendenza contrasta con i livelli di ingresso, dove le donne rappresentano circa il 59% dei ruoli junior. Tuttavia, con l’aumentare delle responsabilità e della retribuzione, la presenza femminile diminuisce in modo drastico, non per scelte individuali, ma per dinamiche storiche e organizzative.
Un ecosistema lavorativo che rallenta la crescita
Per quanto riguarda la percezione di adeguatezza dello stipendio, il dato resta critico per entrambi i sessi: il 39% delle donne e il 37% degli uomini ritengono che la propria retribuzione non sia adeguata alle responsabilità. Guardando ai prossimi 12 mesi, però, emergono differenze più nette nelle aspettative: solo il 43% delle donne si aspetta che lo stipendio aumenti, contro il 54% degli uomini.
A spiegare perché le prospettive delle donne appaiano meno rosee possono contribuire anche le esperienze maturate nell’ultimo anno. I dati sull’andamento recente delle retribuzioni mostrano infatti che, negli ultimi 12 mesi, per il 58% delle donne la RAL è rimasta invariata, contro il 49% degli uomini. E, soprattutto, ha ricevuto un aumento solo il 39% delle professioniste, mentre tra gli uomini la quota sale al 48%. Un segnale concreto che la crescita economica non solo è meno attesa, ma spesso è anche stata vissuta personalmente: per molte donne, la progressione risulta più lenta rispetto a quella dei colleghi maschi, andando ad alimentare sfiducia sul loro futuro lavorativo.
“I dati italiani mostrano che il tema non è solo retributivo ma riguarda anche l’accesso alle opportunità lungo il percorso di carriera. - dichiara Alessio Campi, People & Cutlure Director Hays Italia. – “La presenza femminile si concentra di più nelle fasi iniziali, ma si riduce man mano che aumentano responsabilità e livelli retributivi. E quando le prospettive di crescita appaiono meno chiare, è naturale che diminuiscano fiducia e aspettative sul futuro. Per le aziende, la priorità è trasformare l’equità in scelte operative: criteri trasparenti per aumenti e promozioni, valutazioni misurabili e percorsi di sviluppo strutturati, capaci di valorizzare il potenziale e trattenere i talenti.”
Meno ottimismo sul futuro economico e lavorativo
Le differenze di genere emergono anche osservando il clima di fiducia verso economia e opportunità lavorative che si potrebbero creare nei prossimi 2-5 anni: si dichiara “molto” o “abbastanza” ottimista il 33% degli uomini, contro il 26% delle donne, mentre le risposte negative (per niente o non molto ottimista) riguardano il 41% degli uomini e il 49% delle donne.
“In questo scenario -conclude Alessio Campi- diventa ancora più importante per le aziende rendere chiari e misurabili i meccanismi di crescita: trasparenza su criteri di promozione e revisioni salariali, percorsi di sviluppo strutturati e interventi mirati per ridurre gli squilibri che tendono ad aumentare con la seniority. Solo così la fiducia può tradursi in motivazione, fidelizzazione e attrattività sul mercato.”
Informazioni su Hays
Hays plc (il “Gruppo”) è leader mondiale specializzato nella selezione del personale e nelle soluzioni per le risorse umane. Il Gruppo è esperto nell'assunzione di professionisti qualificati e specializzati a livello globale ed è leader di mercato nel Regno Unito, in Germania e in Australia, nonché uno dei leader di mercato in Europa continentale, America Latina e Asia. Hays opera sia nel settore pubblico che in quello privato, offrendo servizi di selezione per posizioni permanenti, contratti a progetto e posizioni temporanee. Al 31 dicembre 2025, il Gruppo conta oltre 9.100 dipendenti in 198 uffici distribuiti in 30 paesi.
- Il Gruppo ha raggiunto un fatturato netto di circa 530 milioni di euro (453,3 milioni di sterline) e un utile operativo di circa 23,5 milioni di euro (20,1 milioni di sterline).
- L'azienda ha assunto circa 21.000 candidati per posizioni permanenti e 53.000 per posizioni temporanee.
- Per quanto riguarda i mercati, il 12% dei ricavi netti proveniva dall'Australia e dalla Nuova Zelanda, il 32% dalla Germania, il 20% dal Regno Unito e dall'Irlanda e il 36% dal resto del mondo.
- Per quanto riguarda le linee di business, l'assunzione temporanea ha rappresentato il 64% dei ricavi netti, mentre la selezione permanente ha contribuito per il 36%.
- Per settore, la tecnologia è la divisione più rilevante del Gruppo, con il 26% delle commissioni nette, seguita da contabilità e finanza (15%), edilizia e immobiliare (12%) e ingegneria (10%).
- Hays opera in Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, India, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Malesia, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Polonia, Portogallo, Romania, Singapore, Spagna, Svezia, Svizzera, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti.
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[1] Indagine condotta con il metodo survey online sviluppato nel mese di novembre 2025, su un campione di circa 1.300 intervistati tra colletti bianchi (prevalentemente livello intermedio e management) e aziende.