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Furore, da Steinbeck, nell'adattamento di Emanuele Trevi, con Massimo Popolizio e le musiche dal vivo da Giovanni Lo Cascio, al Teatro Speriemntale di Pesaro

La più grande epopea degli ultimi che ha cambiato per sempre il nostro sguardo sulla giustizia sociale, sulla dignità degli sconfitti.. Repliche Sabato 9 e Domenica 10 Maggio 2026
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Furore, da Steinbeck, nell'adattamento di Emanuele Trevi, con Massimo Popolizio e le musiche dal vivo da Giovanni Lo Cascio, al Teatro Speriemntale di Pesaro.

 La più grande epopea degli ultimi che ha cambiato per sempre il nostro sguardo sulla giustizia sociale, sulla dignità degli sconfitti. si apre con la lettura sullo schermo:

"Nell’estate del 1936, il San Francisco News chiese a John Steinbeck di indagare sulle condizioni di vita dei braccianti sospinti in California dalle regioni centrali degli Stati Uniti, soprattutto dall’Oklahoma e dall’Arkansas, a causa delle terribili tempeste di sabbia e dalla conseguente siccità che avevano reso sterili quelle terre coltivate a cotone. 

Il risultato di quell’indagine fu una serie di articoli da cui l’autore americano generò, tre anni dopo, nel 1939, il romanzo Furore."

 Il titolo originario di Furore è Grapes of Wrath (letteralmente “Grappoli dell’ira”, una citazione dell’Apocalisse) e il suo significato viene spiegato in un passo  del libro:

E nei loro occhi cresce il furore. Nell’anima degli affamati i semi del furore sono diventati acini, e gli acini grappoli ormai pronti per la vendemmia.

Una storia di intensità biblica in cui si susseguono le vicende della famiglia Joad, dall'Oklahoma, lungo la route 66, fino alla California.Qui "la terra è feconda,i filari sono ordinati, i tronchi sono robusti,la frutta matura. E i bambini affetti da pellagra devono morire perchè da un'arancia non si riesce a cavare profitto. E i coroner devono scrivere sui certificati 'morto per denutrizione' perchè il cibo deve marcire."

Furore: alla fine del capitolo 25 il libro di Steinbeck descrive la distruzione intenzionale del cibo per mantenerne alto il prezzo:

E negli occhi degli affamati cresce l'ira. Nell'anima del popolo l'uva dell'ira si riempie e si fa pesante, si fa pesante per la vendemmia.

 Steinbeck professa la letteratura come se fosse una religione e i suoi romanzi, ancora oggi, sembrano preghiere laiche che forse non sono sufficienti a spiegare il male nel mondo, ma ci aiutano a sopportarlo.

La denuncia di Steinbeck sulle condizioni dei migranti: vessati e costretti a vivere in condizioni disumane risuona viva e attuale ancora oggi, mentre barconi stracolmi di gente in cerca di una vita migliore si rovesciano lungo le nostre coste causando una strage silenziosa che non sembra mai aver fine.

La più grande epopea degli ultimi che ha cambiato per sempre il nostro sguardo sulla giustizia sociale, sulla dignità degli sconfitti.

Una terribile ira, un grande furore, ma anche la liberazione dei lavoratori attraverso la loro cooperazione. Questo concetto viene suggerito, ma non si concretizza all'interno del romanzo perchè i Joad sono al mondo per patire. Tuttavia c’è un senso di giustizia che tiene in equilibrio la narrazione

Scriveva Steinbeck, nel 1957, sulla differenza tra legalità e giustizia, perché la giustizia è cosa diversa dalla legge:
"Abbiamo visto l'Unione Sovietica incoraggiare le spie e i delatori..Nella Germania di Hitler era considerato patriottico denunciare amici e conoscenti alle autorità. E noi, in America ci siamo sentiti al sicuro da queste cose. Ma siamo davvero al sicuro e superiori?"

  Un monito per l'oggi.

 In scena, sul palco dello Sperimentale con le immagini d'epoca che scorrono,  Massimo Popolizio, sostenuto dal  percussionista Giovanni Lo Cascio, ripercorre il senso del testo evitando di soffermarsi sui singoli personaggi della famiglia Joad, ad eccezione di Rose of Sharon, della quale riporta integralmente la commovente parte finale: Rose che  si stende accanto a un uomo morente, uno sconosciuto, all’interno di una stalla e gli offre come tentativo estremo di tenerlo in vita il latte che ha nelle mammelle che non ha potuto offrire al figlio nato morto. Una scelta di grande significato, così come la descrizione minuziosa dell' incontro con una tartaruga, quasi un presagio: la tartaruga viaggia con la casa sulla schiena. Che è quello che i Joad assieme a tutte le altre famiglie di Sallisaw in Oklahoma presto faranno. 

 In questa scelta Popolizio e Trevi ci sembrano ascoltare e trasmettere a noi quanto Steinbeck aveva scritto nel 1939, alcuni mesi prima della pubblicazione del libro:

"In tutto il libro ho cercato di far partecipare il lettore alla realtà, ciò che ne trarrà sarà calibrato sulla sua profondità e superficialità. Ci sono cinque livelli in questo libro, un lettore ne troverà quanti ne può e non ne troverà più di quanti ne abbia in sé stesso."

 Obiettivo raggiunto, con grande forza ed immenso sentimento e, al termine, le note di Bruce Springsteen "Streets of Minneapolis":

Attraverso il ghiaccio e il freddo dell'inverno
Giù per Nicollet Avenue
Una città in fiamme ha combattuto il fuoco e il ghiaccio
Sotto gli stivali di un occupante
L'esercito privato di re Trump dal DHS
Le pistole erano legate ai loro cappotti
È venuto a Minneapolis per far rispettare la legge
O almeno così va la loro storia
Contro il fumo e i proiettili di gomma
Nelle prime luci dell'alba
I cittadini si battevano per la giustizia...

Repliche Sabato 9 e Domenica 10 Maggio 2026

CREDITI

dall’omonimo romanzo di John Steinbeck
adattato da Emanuele Trevi
un progetto di e con Massimo Popolizio
musiche eseguite dal vivo da Giovanni Lo Cascio

suono Alessandro Saviozzi
luci Carlo Pediani
assistente alla regia Tommaso Capodanno
creazioni video Igor Renzetti e Lorenzo Bruno

produzione Compagnia Umberto Orsini / Teatro di Roma – Teatro Nazionale

FURORE Copyright © John Steinbeck, 1939. Copyright rinnovato John Steinbeck, 1967.
Foto storiche dall’archivio “COURTESY OF US LIBRARY OF CONGRESS

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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