LE NOTTI BIANCHE, MTM—Manifatture Teatrali Milanesi, in scena dal 13 al 16 febbraio
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L’incontro imprevisto di due solitudini, il bisogno estremo e pulsante di essere visti e riconosciuti, la promessa di una possibile salvezza. Costruito sullo scheletro drammaturgico e tematico del racconto di Dostoevskij, per poi prendere un respiro più contemporaneo Notti Bianche è uno spettacolo che vuole esplorare i delicati disequilibri dell’intimità, con disperata e violenta tenerezza.
Note di regia:
Lo spettacolo è costruito sullo scheletro drammaturgico e tematico del racconto di Dostoevsky per poi prendere un respiro più contemporaneo nel linguaggio e in alcuni riferimenti.
Lo spazio scenico ha pochi elementi essenziali che mettono gli attori nella condizione di lavorare principalmente sulla relazione, sul bisogno estremo che hanno i personaggi di essere visti e riconosciuti. E’ l’incontro imprevisto tra due esseri umani che hanno sperimentato sulla propria pelle la vera solitudine e ora hanno forse una possibilità di rinascita, aiutandosi reciprocamente.
Notti Bianche è uno spettacolo che vuole esplorare i delicati disequilibri dell’intimità con disperata e violenta tenerezza. Le luci e la musica, suonata live dagli attori con una tastiera elettronica, avranno un ruolo molto importante nel raccontare il rapporto tra sogno e realtà, che in questo testo vede un ribaltamento di segno: la difficoltà di stare nel presente è il grande tema dei protagonisti, i quali, per sopravvivere, si rifugiano nei sogni e nell’ immaginazione fino alle estreme conseguenze.
Il Sognatore e Nasten’ka vivranno insieme quattro notti che cambieranno per sempre le loro vite, in un viaggio intimo e poetico alla disperata ricerca di almeno un’istante di autentica felicità.
“Un intero attimo di beatitudine… E’ forse poco nella vita di un uomo?
Stefano Cordella

Giovedì 13 febbraio, ore 11.30
Associazione Culturale "Maksim Gor’kij
Via Nardones, 17, 80132 Napoli NA
Alma Poli e Diego Finazzi, protagonisti dello spettacolo Le notti bianche, parleranno dello spettacolo e del lavoro di riscrittura che, pur conservando l’essenza del racconto di Fëdor Dostoevskij, si confronta con il presente attraverso un linguaggio contemporaneo e un’indagine sulle fragilità umane. L’incontro sarà un’occasione per riflettere sul dialogo tra letteratura e teatro, sulle scelte registiche e drammaturgiche e su quegli interrogativi che continuano a risuonare nel tempo. Introduce la conversazione Vera Ierardi, docente di lingua russa Università degli studi di Napoli l'Orientale, che offrirà spunti di approfondimento sull’opera di Dostoevskij, creando un ponte tra la dimensione letteraria e quella scenica."




