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Arte e Cultura

"Totò e Vicé" allo Snaporaz per la Stagione di Prosa del Teatro della Regina di Cattolica

"Il teatro, il vero teatro, il teatro che ti toglie il fiato con un nulla". quello di Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Bologna, (informazione.news - comunicati stampa - arte e cultura)

Allo Snaporaz per la Stagione di Prosa del Teatro della Regina di Cattolica, "Totò e Vicé" , una produzione Diablogues

 Legati da un’amicizia totale, Totò e Vicé (Enzo Vetrano e Stefano Randisi) vivono di frammenti di sogni che li fanno stare in bilico tra il mondo terreno e il cielo, tra passato e futuro. Con la necessità di essere in due, per essere.

In uno spazio occupato solo da una panchina e da piccole luci parlano di vita, di smarrimenti, di fantasmi, fino a "far volare le stelle nel cielo fatto di occhi umani" con l’ingenuità dei bambini o dei poeti, con la fragilità degli anziani o dei bambini.

 . Sono vivi o è un sogno?. Il confine è labile, continuamente transitorio.

 Uno spettacolo emozionante, un luogo di amore, con ritmi teatrali perfetti, accompagnati da musiche dolci e intense, come il quartetto "Danza 1: Penitenza" (Io non ho paura), o " Arkètipo 1" di Gavino Murgia e "Ombra Sacra" di Banda Jonica, fino a "There Is a Ghost" di Marianne Faithfull:

There is a ghost

And it goes out

On the land

 Due spiriti o due fantasmi che ci fanno pensare, sognare perchè, come scrivono gli autori

"Il teatro, il vero teatro, il teatro che ti toglie il fiato con un nulla, il teatro che non distingue tra vivi e morti, il teatro che ti sfugge di mano e intanto però ti insegna il mistero dell’amore, il teatro che mette in scena due poveri cristi in una penombra di lumini e modeste luminarie e di fatto ti fa sentire l’insopportabile luce della felicità, il teatro che ti sembra logoro ed effimero e che al contrario ti riempie l’anima fino alla commozione più grata.
Questo teatro l’abbiamo conosciuto come un miraggio in una notte in cui sono spuntati Enzo Vetrano e Stefano Randisi, valigia di cartone in pugno, a dire e ridire attorno a una panchina con disorientata bellezza le battute umanissime di Totò e Vicé».Totò e Vicè si alimentano l’un l’altro, perché solo se sono in due, solo se sono loro due possono riuscire ad essere. Un testo poetico e commovente che offre innumerevoli spunti per riaffermare che il miraggio esiste: il miraggio di un teatro, il vero teatro, quello che ti toglie il fiato con un nulla; il teatro che non distingue tra i vivi e i morti; il teatro che ti sfugge di mano e ti insegna il mistero dell’amore. Totò e Vicè sono creature senza tempo, sconcertate e sconfinate, che vagano tra memoria e sogno, in una notte magica. Si muovono come due nomadi, due che sono uno, che sono tutti, che sono il mondo, che sono nessuno. Perché Totò e Vicè siamo noi, con i nostri dubbi, le nostre incertezze, la nostra vita e le nostre morti. E mai come oggi questo testo si riafferma per la sua contemporaneità e la sua necessità". (Vetrano e Randisi)

di Franco Scaldati
regia e interpretazione Enzo Vetrano e Stefano Randisi
disegno luci Maurizio Viani
costumi Mela Dell’Erba
produzione Diablogues

Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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