Al Teatro C. Zampighi di Galeata (Fc) , Federica Fabiani, Rossana Mola, Rita Pelusio in "Giovinette -Le Calciatrici Che Sfidarono il Duce"
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Venerdì 30 Gennaio 2026 al Teatro C. ZAMPIGHI di
GALEATA (FC) , ore 21,15
FEDERICA FABIANI, ROSSANA MOLA, RITA PELUSIO
IN
Giovinette - Le calciatrici che sfidarono il Duce
Collaborazione artistica Marco Rampoldi
Adattamento drammaturgico Domenico Ferrari con la collaborazione di Laura Curino, Rita Pelusio Regia Laura Curino
1932. Decimo anno dell’era fascista.
Sulla panchina di un parco di Milano un gruppo di ragazze lancia un’idea, per gioco, quasi per sfida: giocare a calcio. Fondarono il GFC (Gruppo Femminile Calcistico), la prima squadra di calcio femminile italiana che in breve raccolse intorno a sé decine di atlete.
Gli organi federali in principio assecondarono l’iniziativa, consentendo loro di allenarsi, ma non di giocare in pubblico. Inoltre dovevano usare un pallone di gomma e non di cuoio, indossare la gonna non i pantaloncini, passare la palla solo rasoterra e in porta dovevano far giocare dei ragazzini adolescenti. Tutto questo per preservare le loro “capacità riproduttive”.
Nonostante ciò la loro avventura sportiva riuscì caparbiamente a resistere per quasi un anno, quando, proprio alla vigilia della loro prima partita ufficiale, il regime le costrinse a smettere di giocare.
La loro fu una sfida al loro tempo, al regime, alla mentalità dominante che vedeva nel calcio lo sport emblema della virilità fascista.
Di questo pugno di ragazze, che a loro modo sfidarono il Duce e la cultura del loro tempo, alcune si riciclarono in altri sport, altre uscirono dalla storia, altre ancora entrarono in una storia più grande, partecipando dieci anni dopo alla lotta partigiana.
La loro epopea è raccontata con ironia e leggerezza da un trio di attrici che, mischiando comicità e narrazione, ci mostra come, pur a distanza di tanti anni e di tante battaglie, certi pregiudizi siano durida annullare e come la lotta per la libertà e i propri diritti passi anche attraverso lo sport.
Gli spettacoli successivi:
VENERDI 20 FEBBRAIO TEATRO C. ZAMPIGHI GALEATA ORE 21,15
Giampiero Pizzol e Giampiero Bartolini
in Amamaz 30 ANNO
aA fine spettacolo torta sul palco per festeggiare il 30 compleanno dello spettacolo
Giampiero Pizzol e Giampiero Bartolini
in Amamaz
Mi ammazzo, o in gergo felliniano Amamaz, che fa pensare volutamente all’Amarcord felliniano, è la storia di un suicidio mancato, o meglio di un suicidio differito. Ma Amamaz è anche e soprattutto, la storia dell’ambiguo rapporto che lega un curioso personaggio di arrangione solitario alla sua terra d’origine: la Romagna delle grasse sagre paesane e delle orde di villeggianti. Pizzol e Bartolini danno vita ad un comicissimo dialogo che porta i protagonisti di questo casereccio “delirio a due ” ad una illusoria liberazione nelle cadenze di un ballo. Liscio naturalmente!
La rappresentazione, tutta in italiano, tranne ovviamente il titolo, vive di un clima sempre in bilico tra allegria e nostalgia, solitudine e compagnia, realtà e fantasia. Nel 2016 lo spettacolo festeggerà 20 anni di vita.
VENERDì 6 MARZO TEATRO C.ZAMPIGHI GALEATA ORE 21,15
MARIA PIA TIMO in “Doppio brodo show”*
Il manuale della donna imperfetta di Roberto Pozzi e M. Pia Timo consulenza
musicale: Anna Galletti
Lo spettacolo, forgiato in quella matrice regionale che traendo spunto
dalle radici sa diventare universale un po’ come la Napoli dei De Filippo,
la Liguria dei Govi o la Venezia di Goldoni, nasce da una commossissima
malinconia per le epiche figure delle nostre nonne, donne di casa, di
compagna, di un'Italia tutta da ricostruire, donne come l’azdora, la
matriarca romagnola ed emiliana, e si diverte a contrappuntarle alle
attuali figure di noi mogli-madrilavoratrici angustiate, che i riferimenti
forse li abbiamo persi o confusi un po’ tutti. Quanto sia cambiato in
Italia il modo di vivere, la società, le usanze, in meno di cinquant’anni
ha dell’incredibile. Come pure ha dell’incredibile quale carico di lavoro e
responsabilità gravasse sulla donna. Diamo scontati preziosi alleati come
detersivi, lavatrice, fornelli, frigorifero, nella gestione delle nostre
‘facili’ famiglie di figli unici o quasi. Senza di questi, servivano
stratagemmi, conoscenze e un’organizzazione ferrea, soprattutto quando i
familiari di cui occuparsi raggiungevano la ventina. Ammettiamolo: noi non
ce la potremmo fare! Grazie ad un lavoro di mesi, anni, di raccolta di
testimonianze proprio di queste ultime reduci di un’epoca che va
scomparendo, è nato un meraviglioso bagaglio di racconti da fare rivivere
in scena. Sono serviti interi pomeriggi di chiacchiere e chiacchiere e
chiacchiere, tra risate e momenti di sincera commozione, in giro per la
campagna, in casolari sull’Appennino o in villette vista mare, per sondare
l’anima della più autentica donna delle nostre campagne. Come si crescevano
i figli un tempo e come non lo si sa più fare oggi, cos’è il matrimonio
oggi e cos’era all’ora, e soprattutto come si cucinava e si mettevano a
tavola eserciti di commensali allora, mentre oggi ci si barcamena a
malapena tra buste di surgelati e fast food… ecco! A metà tra reading,
lezione culinaria e monologo comico, sul palco (dove vengono prodotti sul
tagliere, in diretta, paste al mattarello) prende vita uno spettacolo (con
sottofondi musicali folkretrò) che è come un pentolone di brodo, con tanti
ingredienti diversi, che cuoce lento e a lungo sulla stufa e sa scaldare il
corpo e gli animi, e produrre un lunghissimo sorriso
Ufficio Stampa
Giancarlo Garoia
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