Il progetto di autonomia vaccinale del Marocco: esempio della drammaticità e della lungimiranza del Regno
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Sua Maestà il Re Mohammed VI, ha presieduto al at Palazzo Reale di Fez, la cerimonia di lancio e firma delle convenzioni relative a progetto per la fabbricazione e la preparazione in Marocco del vaccino anti-Covid19 e altri vaccini. Questo progetto di strutturazione fa parte del desiderio del Sovrano di dotare il Regno di capacità industriali e biotecnologiche complete e integrate, dedicate alla produzione vaccini in Marocco (...)Con il lancio di questa partnership su larga scala, che fa seguito al colloquio telefonico del 31 agosto 2020 tra Sua Maestà il Re Mohammed VI,, e Sua Eccellenza Xi JINPING, Presidente della Repubblica Popolare di Cina, il Marocco fa un ulteriore passo avanti nella realizzazione della Royal Vision per una gestione efficace e proattiva della crisi pandemica e delle sue conseguenze. Pur rafforzando la sovranità sanitaria del Regno, il progetto presentato al Sovrano consacra l'influenza internazionale del Marocco e rafforza la sua vocazione come fornitore di sicurezza sanitaria nel suo ambiente regionale e continentale, affrontando, rischi per la salute, dipendenze esterne e contingenze politiche.
Questa la notizia in sintesi. Ora mi si premettano alcune osservazioni: la prima , riguarda l'Italia e l'Europa che non sembrano attente agli sviluppi del Marocco come porta naturale per l'Africa e perseguono una visione ancora ancorata ad una mentalità superata. Una "forma mentis" che non riesce a comprendere ancora che il mondo sia cambiato .
La società, il rapporto tra le Nazioni era già in mutazione prima della pandemia, ora come alla fine di ogni conflitto , si apre una nuova stagione e cercare di aggrapparsi ad una visione ancora nei fatti ottocentesca appare fuori dalla storia. La via d'uscita per l'Italia e per l?Europa è di investire in modo concreto e paritario in Africa dismettendo ogni più o meno velata mentalità colonialista. L'Africa per ragioni demografiche , sociali ed economiche è il futuro e se vogliamo non perdere questo treno dobbiamo essere presenti in Africa affindandoci in modo pragmatico a Paesi stabili come il Marocco.
Gli Stati Uniti da un lato e la Cina dall'altro sono esempi di questa pragmaticità e vedono il Marocco come l'alleato naturale per la loro presenza in Africa
La seconda riflessione riguarda il Marocco . Sia nella crisi pandemica sia in quelle umanitarie non ha perso di vista la necessità di creare un nuovo schema mondiale, non basato sulla contrapposizione ideologica o commerciale ma sulla mediazione ed il dialogo.

Oggi non esistono più blocchi contrapposti ma una continua tensione spinge l'Europa da una parte all'altra come una nave in tempesta , occorre lasciare il posto alle tempeste del novecento e alle sue ideologie per prendere il largo con nuove forme di collaborazione multilaterale basate sulla concretezza e il pragmatismo .
Marco Baratto




